La protesta
Usciti dagli hotel sanitari i migranti sono tornati da don Massimo a Vicofaro
Sono un centinaio i giovani migranti accolti in parrocchia Finora il piano per ricollocarli è rimasto lettera morta Intanto la Lega va all’attacco
Non c’è voluto molto: è trascorso poco più di un mese e i migranti hanno già fatto ritorno a Vicofaro. Circa un centinaio hanno bussato a quella porta che già in passato si era aperta per accoglierli e hanno ripreso posto sulle decine di materassi disposti nel matroneo della chiesa di Santa Maria Maggiore. Per don Massimo Biancalani, però, non c’è da sorprendersi. E che il percorso di ricollocamento dei suoi ragazzi non si potesse completare in un mese o poco più – sottolinea – era prevedibile fin dall’inizio. Per questo almeno per le festività natalizie, con ogni probabilità, i migranti resteranno lì, a Vicofaro.
«Non abbiamo spazi sufficienti per spostarli altrove – spiega il sacerdote – Si è parlato tanto di ricollocare i ragazzi, ma la verità è che non è venuta fuori alcuna proposta concreta. C’è stato un grande dispiegamento di forze di polizia, quello sì. Poi, dopo alcuni casi di positività al Covid-19, i ragazzi sono stati portati negli alberghi sanitari di Montecatini. Quindi, una volta terminato il periodo di isolamento fiduciario, sono stati mandati via. Senza di fatto trovare una soluzione e, com’è comprensibile, sono tornati in quella che, per loro, è sinonimo di casa: Vicofaro».
In effetti nulla sembra essere cambiato. Nonostante un’ordinanza del 7 ottobre scorso a firma dell’ex presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi – emanata a seguito di una relazione dell’Asl Toscana Centro – che disponeva, di fatto, il decongestionamento dei migranti presenti nella comunità di Vicofaro, che avrebbero dovuto essere trasferiti in altre strutture, così da ridurre il sovraffollamento e assicurare idonee misure di prevenzione dal coronavirus. Peccato che, a distanza di più di due mesi, tutto (almeno per il momento) sembrerebbe fermo.
Sì perché i migranti, nel frattempo, a Vicofaro ci sono tornati. E lì resteranno fino a quando non sarà trovata una soluzione. Che però – sottolinea Biancalani – per ora pare ancora lontana. «C’è la promessa di due appartamenti, uno a Bonelle e l’altro a Ramini, e stiamo trattando con i proprietari per un terratetto a Prunetta, donato da una signora di Viareggio. Ma per ora siamo a un nulla di fatto: tutte le strutture hanno bisogno di interventi di ristrutturazione e il trasferimento dei ragazzi, in ogni caso, non può avvenire dall’oggi al domani».
Così don Biancalani chiede aiuto a chiunque voglia aiutare i suoi ragazzi: «Servono cibo, guanti, cappelli e coperte: sono un centinaio le bocche da sfamare e il freddo comincia a farsi sentire».
Ma intanto la Lega – con il deputato Maurizio Carrara, il senatore Manuel Vescovi e la coordinatrice provinciale Sonia Pira – va all’attacco. «La gestione incontrollata dell’accoglienza e la continua disobbedienza alle regole da parte del prete di Vicofaro ormai è nota a tutti ma, almeno in un periodo emergenziale come questo, ci saremmo aspettati più responsabilità da chi predica di aiutare il prossimo – scrivono in una nota – L’atteggiamento di sfida continua al sistema e alle regole di don Biancalani, ricordiamo, ha messo e mette ancor di più oggi in pericolo la salute e la sicurezza dei pistoiesi. A ottobre, dopo i casi accertati di positività di alcuni suoi ospiti, il vescovo aveva disposto che la parrocchia non potesse accogliere più di 20 persone. Sono passate solo poche settimane e sono già rientrati in canonica oltre 100 migranti. Perché le regole valgono per tutti i cittadini italiani che stanno facendo sacrifici enormi e non per don Biancalani? ». –
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