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Grazie alle Rennine pacchi dono ai malati di Covid il giorno di Natale
Dieci ragazze stanno organizzando una raccolta di regali che saranno recapitati ai pazienti dell’ospedale Pacini
San Marcello. Chissà che faccia faranno quando il personale dell'ospedale porterà loro un regalo per il giorno di Natale. E chissà che commozione quando sapranno che i doni arrivano dalla generosità e dall'amore di tanti concittadini.
Il giorno di Natale, i pazienti ricoverati all'ospedale Pacini di San Marcello riceveranno pacchi regalo da un gruppo di cittadini volontari che si sono autobattezzati “Le Rennine di Babbo Natale”. L'idea è stata lanciata da Chiara Terri su Facebook e subito ha riscosso molte adesioni da parte di cittadini che con entusiasmo si sono detti disponibili a realizzare i pacchi dono. In breve si è costituito il gruppo delle “rennine”, tutto al femminile: una decina di ragazze.
I pacchi che saranno loro a consegnare al personale del “Pacini” saranno tutti realizzati con lo stesso criterio: dentro ci sarà una cosa calda, una cosa golosa, un passatempo, un biglietto con una dedica speciale. Ad esempio:una sciarpa, una tavoletta di cioccolata, una rivista e il biglietto con dedica.
«Voglio subito precisare che io non ho inventato niente – spiega Chiara Terri – perché questo tipo di iniziativa esiste già da tempo e credo sia nata a Milano. Poi è arrivata anche in Toscana e l'ho ripresa da alcuni amici che l’hanno messa in pratica a loro volta. Si tratta di un modo per stare vicini alle persone che sono sole o che si trovano in difficoltà. Come gruppo abbiamo pensato che sarebbe stato giusto rimanere nei confini di San Marcello ed in particolare abbiamo pensato ai pazienti Covid che si trovano all'ospedale Pacini. Persone che, per vari motivi, a Natale saranno sole. Crediamo che faccia loro piacere sentire che qualcuno le pensa».
Chiunque voglia partecipare a questa iniziativa di pacchi di Natale non deve che prendere una scatola, inserire dentro oggetti che rispondano alle quattro tipologie sopra indicate e specificare se il pacco è rivolto ad una donna o ad un uomo.
«Siamo rimaste molto soddisfatte – commenta Chiara Terri – del fatto che il personale dell'ospedale ci abbia concesso la possibilità di dare vita a questo nostro piccolo progetto. Nessuno di noi lo fa per sentirsi protagonista, ma solo per accorciare le distanze con persone che si trovano a vivere in solitudine. È un atto semplice, ma fatto col cuore».
Visto il successo, l'intenzione delle giovani “rennine” è quella di proseguire nel tempo questo tipo di iniziative di solidarietà. «Quest'anno siamo partiti un po' in ritardo con i tempi – spiega Terri – ma abbiamo intenzione di proporlo anche per il futuro e magari organizzarlo meglio. Abbiamo visto che la gente è stata generosa e questo è già di per sé un successo». —
Carlo Bardini
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