Il Tirreno

Pistoia

il caso 

Pistoiese, lettera intimidatoria a Bonechi che lascia la guida di Holding Arancione

Alessandro Benigni
Pistoiese, lettera intimidatoria a Bonechi che lascia la guida di Holding Arancione

«Più delle offese mi delude il silenzio di tanti che, pur scontenti dei risultati, non condividono la contestazione» 

3 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

Andrea Bonechi ha rassegnato le dimissioni da presidente della Holding Arancione. La classica goccia che fa traboccare il vaso ha assunto le brutte sembianze di una lettera anonima e dai toni intimidatori recapitatagli a casa nella giornata di sabato, apice della pesante contestazione della tifoseria in atto da mesi nei confronti della Pistoiese intesa come società e dunque contro la famiglia Ferrari e gli altri soci di riferimento, raccolti sotto il cappello della Holding. Bonechi si è rivolto alla polizia.

«Dopo decenni con la sciarpa al collo trovarsi inviso perché ti adoperi per la stessa passione che muove chi contesta, è dura da accettare ed il rischio di finire coinvolto in discussioni fuori misura, per chi campa sulla propria reputazione, non è accettabile – ha spiegato lo stimato professionista pistoiese, in chiusura di una lunga lettera diramata ieri dopo il fischio d’inizio del derby con il Livorno – Ricevere poi anche una missiva anonima a casa propria diventa impossibile da digerire. È dunque arrivato il momento di lasciare questo ruolo».

Ma a far male a Bonechi, più delle offese, è stata l’indifferenza della città: «Anche più delle offese che ho letto (e che certo non si possono accettare), mi delude molto di più il silenzio di tanti che, pur delusi dei risultati, non condividono la contestazione, così come la finta indifferenza di tutta quella parte della città che è ben contenta che la Pistoiese sia nei professionisti e che qualcuno se ne faccia carico, ma che si nasconde per non esserne coinvolta, pronta però a partecipare al primo momento di entusiasmo collettivo che dovesse arrivare».

I tifosi arancioni hanno chiesto ha più riprese la cessione della società. «La verità è che purtroppo il calcio oggi fa paura – ha raccontato Bonechi – spesso è terra di conquista di soggetti spregiudicati, mentre la Pistoiese, con la sua attuale proprietà, è un porto serio e trasparente, da dove chi volesse davvero investire nel calcio potrebbe partire senza handicap. Ciò che più auspico è che qualcuno di credibile si faccia avanti, così da sollevare Orazio Ferrari da quello che è oramai diventato una ingiusta fonte di angoscia. Allo stesso tempo, però, voglio togliere il dubbio che sia io un ostacolo al cambiamento che quella parte della tifoseria esige, a fronte del resto della città che tace».

Un addio che fa male quello di Bonechi, un vero cuore arancione, soprattutto nell’anno del centenario della società: «Lascio questo ruolo dopo oltre 11 anni, in un momento purtroppo gramo di soddisfazioni sportive, in un anno in cui ci aspettavamo il riscatto per una intera città che ha sempre visto nel colore arancione un simbolo in cui distinguersi, colore che caratterizza anche la storia della mia famiglia. Lascio perché sento di non essere più nelle condizioni di poter essere utile, adesso che anche la Holding è entrata nel mirino».

Già, la Holding, motore della ripartenza dopo lo sprofondamento in Eccellenza nel 2009. «Persone che da anni si spendono per la causa, adesso sono un bersaglio: credo sia un grande errore prendersela con chi ha la “colpa” di impegnarsi più di altri a sostenere quei colori che ci appassionano, ma l’esasperazione originata dai risultati non all’altezza delle aspettative porta alcuni a non sopportare più nessuno. Non condivido – ha concluso amaramente – ma rispetto anche questa posizione».

Rumore da un lato, silenzio di una Pistoia sorda a tutelare chi si adopera per sostenere le realtà sportive cittadine dall’altro. Un’indifferenza che, se dovesse protrarsi, potrebbe fare anche altre “vittime” illustri. –

Alessandro Benigni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web