Il Tirreno

Pistoia

la polemica 

Vespignani su Spes «È il dietrofront della Regione all’origine di tutto»

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PISTOIA

Torna sulla vicenda del bilancio in rosso della Spes, l’azienda pubblica di gestione delle case popolari, il consigliere comunale di Pistoia In Azione Iacopo Vespignani. «La trasparenza – scrive il consigliere – che l’assessore Semplici chiedeva, sbottando sui giornali nel 2016, alla passata amministrazione in tema di partecipate e nel caso specifico su Spes, dov’è finita? Perché abbiamo saputo, noi della minoranza, della drammaticità della situazione in cui versa Spes, a pochi giorni dalla votazione del bilancio consolidato durante una commissione, quasi per caso?»

Vespignani respinge l’accusa di non aver letto né capito le carte. «Magari – aggiunge – sarebbe stato più opportuno che chi ha la responsabilità della gestione delle partecipate, le avesse lette molto prima e ci avesse aggiornato per tempo. Perché c’era già tutto scritto. Sappiamo l’origine di tutti i mali. Operazioni poco azzeccate che risalgono al 2006. Ma chi doveva controllare in tutti questi anni i conti della Spes, società di cui il Comune detiene il 47%? E dal 2017 perché non si è subito posta la dovuta attenzione sulla Spes, visto che dai banchi dell’opposizione ne era stato fatto un cavallo di battaglia?»

Secondo Vespignani a far esplodere il “caso Spes” (l’azienda sta chiudendo il bilancio 2019 con un rosso di 3,6 milioni di euro e il capitale negativo per 1,8 milioni) non è stata la richiesta di trasparenza della giunta Tomasi, ma qualcos’altro. In particolare due fatti: «il dietrofront della Regione Toscana, che sembrava intenzionata a scalare circa 1,6 milioni per lavori di straordinaria manutenzione effettuati negli anni da Spes dal debito che quest’ultima ha di circa 5 milioni dal famoso acquisto dell’area Ricciarelli (e Dogana a Pescia) e la richiesta di perizia giurata sull’area stessa da parte dei revisori in conseguenza di alcune manifestazioni di interesse per l’eventuale acquisto che ha decretato una svalutazione sostanziosa che si è aggiunta alla cifra sopra riportata».

Ma allora, si domanda il consigliere, perché la maggioranza di centrodestra avrebbe avuto una gestione che viene accusata di eccessiva passività?

«A pensar male si fa peccato – conclude Vespignani – ma spesso ci si prende. Diciamo che forse, in tutti questi mesi in cui ci si doveva attivare concretamente con la Regione, con i comuni soci e con Spes, qualcuno ha riposto troppa fiducia nella vittoria del centrodestra a settembre. E gli equilibri spostati avrebbero forse portato ad altre decisioni. Chissà, ma poi la storia ha scritto un’altra pagina». —



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