Toscana
Per il bilancio in profondo rosso della Spes il Comune accantona un milione e mezzo
Approvata la manovra della giunta. Ma all’assemblea del 9 dicembre sarà scontro sul piano di risanamento della società
PISTOIA
Si fa sempre più duro lo scontro tra l’amministrazione comunale di Pistoia e i vertici della Spes, la società pubblica che gestisce le case popolari in provincia e che ha chiuso i conti del 2019 con una perdita di quasi 3,7 milioni di euro e un patrimonio negativo per 1,8 milioni.
L’assemblea dei soci (il Comune di Pistoia è il principale, con il 46% delle quote) è convocata per il 9 dicembre ma la giunta Tomasi ha già anticipato che non approverà il bilancio perché mancante di un credibile piano di risanamento. La relazione inviata dal cda nei giorni scorsi, infatti, non viene considerata sufficiente per votare con tranquillità dei conti in profondo rosso.
Intanto il consiglio comunale ha approvato una variazione di bilancio per inserire nei conti un accantonamento di quasi un milione e mezzo per far fronte alle perdite registrate. Approvato anche il bilancio consolidato dell’ente, che comprende anche i risultati economici di una serie di aziende controllate, come il Copit e la stessa Spes.
Ma – è emerso durante il dibattito in consiglio – alla riunione di commissione alla quale era stato convocato, il presidente della Spes Paolo Bechi ha ritenuto di non presentarsi. Un fatto quanto meno irrituale.
Insomma, è scontro frontale su una vicenda che ha preso il via nei primi mesi dello scorso anno, con l’approvazione del bilancio 2018 che già si presentava in rosso (di 791.000 euro e rotti) e che venne approvato dai soci solo a patto che venisse conferito a una società specializzata un incarico di revisione dei conti della società. Relazione che ha fatto emergere la «mancanza di evidenze documentali sufficienti a confermare i valori iscritti nei conti della Spes». In particolare, ad appesantire oltre misura i bilanci sono le due operazioni immobiliari della Dogana a Pescia e dell’area ex Ricciarelli a Pistoia, grazie alle quali la Spes si è ritrovata in possesso di beni il cui valore attuale è di molto inferiore al prezzo con cui erano stati acquistati (l’area Ricciarelli era stata comprata nel 2006).
In base al Testo unico sulle società partecipate, il Comune ha intanto (con la variazione di bilancio di cui si diceva all’inizio) accantonato una somma di un milione 476.000 euro, vale a dire il 46% della perdita totale 2019. L’assessore Margherita Semplici ha spiegato che l’accantonamento è precauzionale, vista l’assenza a tutt’oggi di un piano di risanamento. Ma che quando sarà il momento, al Comune verrà chiesto di versare solo la propria quota della somma necessaria a ricostituire il patrimonio della società, cioè meno di 900.000 euro. Comunque sia, si tratta di somme notevoli, che la giunta Tomasi trae dai risparmi conseguiti sulle utenze (a causa dei servizi chiusi per Covid) e sul personale.
La variazione di bilancio è stata approvata con 22 voti favorevoli (la maggioranza più la consigliera Breschi, gruppo indipendente), 4 contrari (Pistoia sorride, Pistoia Spirito Libero e M5S) e 6 astenuti (Pd, Pistoia in Azione e Pistoia città di tutti). —
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