La protesta
Consiglio comunale infuocato sull’«operazione trasparenza»
PISTOIA
Duro e animato il dibattito in consiglio comunale sulla vicenda dei conti in rosso della Spes, la società di gestione delle case popolari. Presentando il bilancio consolidato del Comune (che contiene, tra gli altri, anche i pessimi risultati economici della Spes) l’assessore Margherita Semplici ha rivendicato la correttezza dell’azione portata avanti nei confronti della Spes e finalizzata a far emergere tutti quei problemi che poi hanno portato ai conti in perdita di 3,6 milioni di euro. Azione appoggiata con decisione dagli esponenti di maggioranza intervenuti (Calzolari di Amo Pistoia, Galligani di FdI, Gori della Lega. Pagliai (Forza Italia) e Breschi (Indipendente) hanno chiesto che tutto il dossier Spes finisca sui tavoli della Procura della repubblica. Bojola (Forza Italia) si è unito all’apprezzamento per l’opera della giunta.
In minoranza posizioni articolate. Molti hanno accusato la giunta Tomasi di non aver coinvolto a sufficienza il consiglio comunale (Maglione del M5S, ma anche Vespignani di Pistoia In Azione). Tripi (Pd) ha apertamente parlato di «uso politico» (ancorché legittimo) della vicenda. Nuti (Pistoia Spirito Libero)e Bartoli (Pistoia Sorride) hanno invece attaccato la giunta Tomasi perché, in sostanza, con il clamore sulla vicenda Spes evita la discussione sulla gestione delle altre società controllate. Nuti in particolare ha criticato Alia, l’azienda dei rifiuti, che – ha detto – si rifiuta di esplicitare il costo dell’operazione cassonetti interrati. Bartoli ha passato in rassegna le società controllate, da Toscana Energia ad Uniser, etichettandola come «fallimentare». —
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