Toscana
«La Toscana entri subito in Zona Gialla»
Riccardo Bruzzani, direttore di Confesercenti Pistoia, lancia un appello al governatore Giani: «Imprese allo stremo»
pistoia
«I soci da tutta la provincia ci chiamano scontenti e arrabbiati e dicono: si uscirà dalla zona rossa solo per passare all’arancione e dopo – forse – al giallo. Continuare a essere puniti è inaccettabile. La riapertura fino alle 18 per bar e ristoranti mortifica le imprese. La montagna pistoiese resta chiusa a chiave e la pandemia ha messo alla fame abitanti, commercio, ristorazione, turismo, agricoltura e la loro filiera. I negozi di Pistoia, Montecatini e di tutte le altre realtà del territorio sperano nelle festività e nella risposta dei consumatori, ma il morale è basso. Registriamo infatti in tanti imprenditori la voglia di mollare, per le conseguenze economiche e anche psicologiche subìte. Certo, il coraggio non manca, ma non può essere infinito».
È il drammatico quadro dipinto da Riccardo Bruzzani, direttore di Confesercenti Pistoia, secondo il quale si impone «una riflessione. Evitare che si faccia come in estate è volontà di tutti. Ma il governo, tra liberi tutti e riapertura insoddisfacente, non ha preso in considerazione un’approfondita valutazione per dare più fiato alle imprese che sono state chiuse. Tutte le attività commerciali e di ristorazione poiché servono clienti sono considerate come focolai: anche il gioielliere dove entra un cliente ogni tanto. Quindi chiudiamole e riapriamole il più tardi possibile: questa è stata la scelta del governo».
«La politica – prosegue Bruzzani – deve decidere, valutare e approfondire le criticità per verificare possibili soluzioni. Il pericolo di contagio viene dagli assembramenti, dal trasporto pubblico e dal non rispetto delle regole. È ovvio che non si deve consentire il trasporto senza garanzie nei bus, sui treni, sulle funivie; è altrettanto ovvio che si deve accedere nei bar e ristoranti solo con regole rigide sul distanziamento e con il controllo del rispetto dei protocolli. È facile serrare tutto, è invece difficile controllare l’applicazione delle regole. È però possibile verificare in tempo reale se si rispettano le norme facendo ad esempio istallare telecamere e controlli a distanza. E chi sgarra paga».
«A chi chiede di lavorare – ricorda il direttore di Confesercenti – si risponde di avere pazienza e si offrono solo limitati ristori, mentre il valore della coesione sociale si sta sfarinando per l’assenza di riflessione e visione. Si è aperto un fossato tra garantiti e puniti. La fiducia delle imprese è crollata, ma l’imprenditore pistoiese vuole lavorare. I posti di lavoro in pericolo sono tanti e solo le imprese possono crearli. Il rilancio dell’economia non si fa senza le imprese. Confesercenti Pistoia non ci sta a questo balletto “colorato” e chiede al presidente della Regione di battersi per portare subito la Toscana in zona gialla». –
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