Il Tirreno

Pistoia

Associazione Culturale Electra 

Il carcere Santa Caterina diventa un set per il cortometraggio girato dal regista Tesi

Giacomo Carobbi
Il carcere Santa Caterina diventa un set per il cortometraggio girato dal regista Tesi

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L’INIZIATIVA

Si sono concluse in questi giorni le riprese del cortometraggio che l’Associazione Culturale Electra di Pistoia ha girato all’interno della Casa Circondariale di Santa Caterina in Brana, un progetto voluto e realizzato, non senza difficoltà a causa della pandemia di Covid-19, dal regista Giuseppe Tesi.

Il progetto, che è stato approvato dal Ministero della Giustizia, è finalizzato alla messa in scena in chiave moderna dello Stabat Mater, così come l’ha interpretato la poetessa Grazia Frisina nella sua opera “Madri” , con una sceneggiatura rielaborata dallo stesso regista e da Martina Novelli. La sofferenza di Maria diventa quella dei detenuti, che qui sono attori protagonisti e non solo.

«All’inizio mi sentivo inadeguato – racconta il regista – ho una formazione umanistica e non credevo di avere gli strumenti necessari per poter realizzare qualcosa di interessante con i detenuti. Ho avuto anche paura: della loro fisicità, del loro linguaggio, della loro potenza. Poi, il teatro ha come sempre una componente “salvifica”: protegge, sostiene, spalanca le porte. È stato un percorso struggente, sono molto grato a loro. Sono stati disciplinati, puntuali, veri, si sono impegnati molto».

Nel cast anche due attori professionisti: «In questo lavoro – spiega Tesi – sono stato affiancato da due cavalli di razza, Melania Giglio (attrice ronconiana) e Giuseppe Sartori, attore talentuoso, uscito dalla Fucina del Piccolo di Milano. Sartori qui è in doppio ruolo, attore ed aiuto regista».

Giuseppe Tesi, 55 anni, fiorentino di nascita ma con base professionale a Pistoia, nella sua formazione artistica ha acquisito esperienze con Orazio Costa, Barbara Nativi e Giorgio Albertazzi. Dal 2003 è direttore artistico della Compagnia Electra, con cui non è nuovo a incursioni innovative e coraggiose. La collaborazione con il carcere va avanti dal 2018.

«L’esperienza – spiega Tesi – è iniziata con un laboratorio teatrale e si è consolidata nel 2019 quando mi è stato chiesto di proseguire con un altro laboratorio teatrale. Io allora ho proposto il cortometraggio, che magicamente è stato accettato. Desideravo portare fuori il dentro, e qualcosa di fuori dentro. Non era così scontato entrare con le telecamere in carcere, e invece è stato possibile grazie alla lungimiranza della dirigente Loredana Stefanelli, al funzionario addetto alla pubbliche relazioni Rosa Cirone, al comandante Mario Salzano e alla polizia penitenziaria».

Il gruppo di lavoro che lo affianca è formato da Elena Bernardini (responsabile di compagnia), Sandro Castagnoli e Martina Novelli.

Insieme stanno pianificando il futuro del girato: «Il materiale è molto – afferma – potrebbe uscirne un mediometraggio. La prima proiezione sarà in carcere, con i detenuti ed un pubblico su invito. Poi indubbiamente nelle sale del territorio, ma abbiamo anche l’ambizione di concorrere a dei Festival».

Prima però c’è da affrontare la post-produzione e i costi sono alti: «Stiamo facendo un crowdfunding – è l’appello del regista – hanno risposto molti amici e alcune fondazioni ma la raccolta va avanti. È un progetto costoso, oltre che ambizioso».

Per i cittadini che desiderassero contribuire al progetto, si ricorda che l’Associazione Culturale Electra risponde ai recapiti ufficiostampa.electra@gmail.com (mail) e 3404719599 (telefono). –

Giacomo Carobbi

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