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violenza sulle donne 

Anni di botte dal compagno che voleva i soldi per la droga

massimo donati
Anni di botte dal compagno che voleva i soldi per la droga

La giovane, dopo l’ennesima aggressione, è tornata a casa dei genitori ma l’uomo ha iniziato a perseguitarla: scatta la misura cautelare

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Le richieste di soldi erano pressoché quotidiane. Cinquanta, a volte cento euro, per comprarsi il crack e da bere. E quando lei diceva di no, arrivavano le botte. Calci, pugni, schiaffi, seguiti dalle minacce di morte: «Se vai all’ospedale o dai carabinieri ti ammazzo». Due anni d’inferno, che non era finito neppure quando lei, dopo l’ennesima aggressione, era scappata di casa, rifugiandosi dai genitori e mettendo fine a quella relazione ammalata di violenza. Lui aveva continuato a perseguitarla e a minacciarla sui social e attraverso continui messaggi: «Uno di questi giorni vi vengo a uccidere tutti». Ma alla fine la giovane donna ha trovato il coraggio di denunciare.

Rapina, estorsione, lesioni, violenza privata, maltrattamenti e atti persecutori le accuse per le quali il 35enne pistoiese è ora indagato dalla procura che, per impedire la reiterazione dell’ultimo reato contestato (che l’uomo ha continuato a compiere nonostante l’ex compagna viva adesso in un’altra regione), ha chiesto e ottenuto dal gip del tribunale l’applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento e di comunicazione con la parte offesa.

Era stato nel maggio 2019 che la giovane aveva deciso di troncare la relazione, dopo essere stata selvaggiamente picchiata per l’ennesima volta, nell’abitazione della piana pistoiese in cui viveva con il compagno. Che quel giorno l’aveva nuovamente presa a pugni e calci, per poi chiuderla in casa e prenderle il telefono per impedirle di chiedere aiuto: lei era scappata ed era tornata dai genitori, sperando di mettere fine a tutto. Ma l’ex compagno non si è rassegnato e ha iniziato a perseguitarla. «Ringrazia di essere lontana perché oggi ti affogavo nel tuo sangue»; «Vengo e faccio un macello che te non te lo immagini neanche. Mi prendo trent’anni, hai poco tempo»; e ancora «Te la faccio pagare, non è una minaccia ma una promessa»: questi solo alcuni dei messaggi ricevuti sul cellulare dalla giovane per un anno e mezzo, fino a quando è andata a chiedere aiuto ai carabinieri.

Ai quali ha raccontato ciò che aveva dovuto subire negli anni dall’ex compagno, delle botte e delle lesioni che non si era mai fatta curare in ospedale per paura delle ritorsioni dell’uomo, delle aggressioni che scattavano soprattutto quando non riusciva a soddisfare le richieste di denaro che a lui serviva per comprare alcol e droga. E di quando, minacciata di morte e colpita con un ventilatore, era stata costretta a firmare il passaggio di proprietà a favore del compagno dell’auto che il padre le aveva regalato l’anno prima.

Terminati gli accertamenti, è stata immediata la richiesta da parte del pm per far cessare la persecuzione con una misura cautelare. Che il gip ha disposto nel giro di pochissimi giorni. —



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