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Comunità montana: condanna dimezzata all’ex economo Sichi
La Corte d’appello ha derubricato in truffa aggravata l’iniziale imputazione di peculato: 4 anni e 3 mesi la pena
PISTOIA
Pena dimezzata in appello a Giuliano Sichi, l’ex economo della Comunità montana che, per l’ammanco milionario nelle casse del disciolto ente, in primo grado venne condannato a 8 anni di reclusione. I giudici fiorentini hanno accolto la tesi dell’avvocato difensore Pamela Bonaiuti: niente peculato ma solo truffa aggravata il principale reato contestato all’imputato, che, così derubricato, ha riassorbito al proprio interno anche le contestazioni di falsità ideologica. Fatto sta che la maggior parte delle accuse sono così state dichiarate estinte per intervenuta prescrizione, e le altre, per lo steso motivo, per quanto riguarda i fatti avvenuti prima del marzo 2008.
Risultato, la Corte d’appello di Firenze ha ridotto la pena a 4 anni e 3 mesi di reclusione, e soprattutto ha ridotto la confisca dei beni a carico dell’imputato da 546.434 a 183.413 euro.
A Sichi era stato contestato il reato di peculato per aver sottratto dalla casse della Comunità montana “almeno” 1.143.000 euro nell’arco di dieci anni, dal 2001 al 2011, nell’esercizio delle sue funzioni, operando artifizi contabili, ovvero falsi documentali di vario tipo, in modo da stornare contabilmente le cifre delle somme di cui di volta in volta si appropriava. Ed è appunto in riferimento a tali falsi che la procura gli aveva contestato anche due accuse di falsità ideologica.
La prima riguardava la formazione di mandati di pagamento per 374.000 euro in cui, sempre dal 2001 al 2011, avrebbe attestato “falsamente sia la causale che l’imputazione nel relativo capitolo di bilancio, indicata arbitrariamente al fine di porre in essere gli artifizi contabili necessari per nascondere le illecite appropriazioni operate, mentre in realtà le relative somme incassate dal Sichi non venivano utilizzate per le finalità richieste”.
La seconda accusa riguardava invece l’aver “attestato falsamente, nel parere di regolarità contabile, in occasione dell’approvazione del conto consuntivo dell’ente per gli anni dal 2001 al 2009, la regolarità contabile di tali conti, pur essendo consapevole di essersi appropriato illecitamente delle somme contestate”.
La Corte d’appello ha inoltre condannato Sichi, invece che all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, a quella per un periodo di 5 anni.
Infine, i giudici hanno revocato i risarcimenti stabiliti per i Comuni di Piteglio, Abetone, Cutigliano e San Marcello, che si erano costituiti parti civili prima che avvenisse la loro fusione: come sostenuto anche in primo grado dall’avvocato Bonaiuti, ci sarebbe voluta un’ufficiale e successiva decisione in tal senso da parte dei nuovi Comuni di San Marcello-Piteglio e Abetone-Cutigliano. —
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