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Potrebbe finire a Pistoia l’inchiesta fiorentina sulla Fondazione Open
PISTOIA
L’indagine sulla fondazione Open, che ha finanziato le inziative politiche di Matteo Renzi ma che secondo la procura di Firenze si sarebbe comportata come «un’articolazione di partito», violando le norme sul finanziamento dei partiti, potrebbe finire a Pistoia. L’inchiesta vede indagati per finanziamento illecito ai partiti, oltre a Renzi, anche i parlamentari Maria Elena Boschi e Luca Lotti.
E che c’entra Pistoia con tutto questo? C’entra, nel senso che la sede di Pistoia è una di quelle indicate nell’istanza presentata dai legali dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, Giandomenico Caiazza e Federico Bagattini, in cui si chiede il trasferimento dell’inchiesta da Firenze, che non sarebbe quella competente. Le alternative indicate sono tre: innanzitutto Roma. E poi Velletri oppure Pistoia.
Il trasferimento degli atti dovrebbe avvenire, si legge nel documento, sulla base della provenienza dei primi finanziatori della fondazione (a partire dal 2014, anno in cui iniziano le contestazioni) che secondo la procura si sarebbe comportata da "articolazione di partito". Il primo versamento sarebbe quella della British American Tobacco, sede legale a Roma, o quello della Promidis di Pomezia, località che ricade sotto la giurisdizione del tribunale di Velletri.
Entrambe le donazioni sono nei bilanci delle società. In subordine, scrivono ancora i legali, la competenza territoriale sarebbe da individuare in Roma quale sede del PD, oppure a Pistoia dove è "nata", nel 2012, la fondazione oggetto dell'inchiesta.
Tra l’altro, all’epoca la Fondazione Open si chiamava Big Bang e la sua sede legale era ospitata nello studio, al Palazzo Balì, dei commercialisti Angiolo Bianchi e del figlio Alberto, che della Fondazione era il presidente e che aveva il cuore della sua attività a Firenze. Ora però, quella labile presenza potrebbe portare la delicata inchiesta a Pistoia, se l’istanza dei legali di Renzi venisse accolta.
Dal momento della presentazione, i pm della procura di Firenze Luca Turco e Antonino Nastasi avranno 10 giorni per pronunciarsi sull'eccezione. Se la rigetteranno, la difesa di Renzi potrà fare ricorso alla procura generale presso la Cassazione. —
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