Gioco
I negozi rendono bella e sicura la nostra città entriamoci di nuovo, vedremo occhi brillare
ENRICA AGOSTINI*
Mi è molto difficile, oggi, trovare parole e argomenti che possano dare un senso ai momenti che tutti stiamo vivendo. Dico solo che siamo di nuovo in mezzo ad una sfida, diversa per ognuno di noi, ma che ci vede e vuole comunque arrivare ad un obiettivo comune. A marzo eravamo tutti impreparati di fronte a qualcosa di invisibile che in un attimo ha stravolto la nostra vita. Ma ci siamo impegnati, abbiamo obbedito perché volevamo e dovevamo farcela, perché siamo un paese forte. Oggi, rispetto a marzo, oltre che essere ancora impreparati siamo angosciati e disorientati da mesi trascorsi a recepire norme, protocolli, prescrizioni, raccomandazioni che ci arrivano e continuano ad arrivarci dallo Stato, dalle Regioni, dai Governatori, da illustri scienziati, da illustri virologi ognuno con la propria visione e la propria teoria in continua contraddizione. Tutto sembra ancora un misero tentativo di risoluzione. Ma a questo punto, non abbiamo più bisogno di tentativi, abbiamo urgente bisogno di indicazioni chiare e incisive, regole uguali per tutti, regole che tutelino in ugual misura la dignità di tutti i lavoratori e di tutti gli imprenditori, tracciate da chi si assuma una responsabilità.
Tutti soffriamo, ma c’è una parte del paese che sta lottando per difendere la propria sopravvivenza. Migliaia di imprenditori messi all’angolo in attesa di una data che indichi una riapertura, persone che vivono solamente se lavorano, che non hanno sussidi o sovvenzioni. La salute di tutti è il primo bene da difendere ma bisogna ricercare un equilibrio che mitighi differenze e ingiustizie.
Dopo tanti anni di attività in cui ho visto scenari ben diversi con negozi luminosi e affollati, vetrine scintillanti e gente a passeggio, oggi girare per la nostra città è una fitta al cuore. Nel tempo tanti fenomeni hanno contribuito a questa desertificazione ma, in particolare, l’evoluzione degli acquisti on line sempre più pressanti ed oggi questo nemico invisibile e feroce. E allora è arrivato il momento di fermarci, di aspettare, di riflettere e di impegnarci, quando saremo di nuovo liberi, a tornare a vivere la nostra città, affidando i nostri acquisti di Natale ai volti amici che ci aspettano. Questo vuole essere un appello ma anche un invito sincero da chi ha dedicato una vita al commercio, da chi capisce i sacrifici e la dedizione. Un appello ultimamente supportato anche da personaggi famosi, politici compresi che, forse, stanno iniziando a capire davvero che i negozi rappresentano la nostra storia e il nostro passato, che rendono le nostre città belle, vivibili e sicure e che riescono ad illuminare il cuore di tutti.
In questo periodo ci siamo accorti di quanto ci manchino le relazioni personali e allora cerchiamole anche entrando di nuovo nei negozi della nostra città dove potremo ricevere un buon consiglio, un sorriso, una riconoscenza, un grazie. Rivedremo occhi di nuovo brillare augurandoci che non sia solo per un breve illusorio momento. –
* Presidente Fida
Confcommercio Pistoia
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