Il Tirreno

Pistoia

i numeri della Società della Salute 

Violenza sulle donne in aumento durante il periodo del lockdown

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Pistoia

Il centro antiviolenza Aiutodonna di Pistoia nel 2020 ha osservato una forte diminuzione delle chiamate nel periodo vero e proprio del lockdown, ma un aumento rilevante nei mesi successivi. «Ciò potrebbe significare – spiegano – che nei mesi di chiusura le donne hanno avuto difficoltà a chiedere aiuto ma lo hanno fatto appena ne hanno avuto di nuovo la possibilità».

I dati a fine ottobre dimostrano un trend delle chiamate al centralino in costante crescita: dalle 52 chiamate del 2010, si è passati alle 105 del 2019, metre nel 2020, da gennaio a ottobre, sono già 94.

«Occorre continuare a investire sulla cultura e sull’informazione, ancora così profondamente permeate di pregiudizi e di stereotipi che nascondono e non rappresentano in modo adeguato la violenza contro le donne nella sua reale drammaticità», afferma Anna Maria Celesti, presidente della Società della salute pistoiese.

Proprio sul fronte dell’informazione e della diffusione di una cultura che dica non alle violenze sulle donne, un video, realizzato dalle operatrici del centro antiviolenza “Aiutodonna” della Società della salute pistoiese, sarà diffuso tra gli studenti delle scuole di secondo grado di Pistoia domani. Il video acconta il significato della giornata, il fenomeno della violenza sulle donne, il lavoro di un centro antiviolenza e l’importanza della prevenzione.

Gli studenti avranno modo di vederlo nelle loro attività di didattica a distanza, di discuterne con i propri docenti e di creare immagini e testi che verranno poi postati con l’hashtag #25novembre sulla pagina Facebook di Aiutodonna – Centro Antiviolenza Pistoia o Instagram @aiutodonna.

Perché una giornata contro la violenza sulle donne?

«Ogni anno – spiega la Società della Salute pistoiese – le statistiche ci restituiscono numeri impressionanti, da vera emergenza sicurezza, perché alle donne uccise dai loro mariti e compagni, si aggiungono i numeri altissimi di procedimenti per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e altri reati che vedono quali vittime mogli, compagne, fidanzate. Ed è solo la punta dell’iceberg di un sommerso che stenta a emergere, anche per la difficoltà che le donne hanno a denunciare». —

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