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Allarme rientrato al pronto soccorso

Martina Trivigno
Allarme rientrato al pronto soccorso

Il numero degli arrivi si è stabilizzato attorno ai 15 al giorno mentre l’ospedale si prepara ad aumentare i posti letto Covid

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PISTOIA

Allarme rientrato al pronto soccorso del San Jacopo di Pistoia. Anche se – come spiega la dottoressa Lucilla Di Renzo, direttrice del presidio pistoiese – l’ospedale non si lascerà trovare impreparato qualora la situazione dovesse peggiorare. Di nuovo.

Intanto, a distanza di circa una settimana dalla chiusura (improvvisa) per una notte del pronto soccorso il numero di accessi si è stabilizzato. «Negli ultimi sette giorni stiamo parlando di una media di una quindicina di persone al giorno che manifestano i sintomi del coronavirus e che arrivano in pronto soccorso – sottolinea la dottoressa Di Renzo – Numeri che siamo capaci di gestire senza troppe difficoltà. E soprattutto, se consideriamo che la zona Obi (Osservazione breve intensiva) può accogliere una trentina di pazienti, non è difficile comprendere come la metà dei posti sia ancora libera».

Ma non era andata così il 9 novembre scorso. Quando il pronto soccorso registrò 42 accessi in poche ore: da lì, la decisione di chiuderlo per il lasso di tempo necessario per far prendere al personale sanitario una boccata d’ossigeno.

E anche sul fronte dei ricoveri – fa sapere la direttrice del San Jacopo – la situazione si mantiene in equilibrio.

«Grazie a un numero di dimissioni adeguato per liberare posti letto nei reparti Covid, per un totale di 122 al San Jacopo – sottolinea la dottoressa Di Renzo – e alla ricettività dell’ospedale di San Marcello, del reparto di cure intermedie all’ex Ceppo e pure all’apertura di nuovi posti letto nel nosocomio di Pescia. La rete ospedaliera sta funzionando bene, anche perché tra i nuovi ricoveri e le dimissioni si riesce a mantenere la situazione in equilibrio».

Ma l’ospedale di Pistoia, nonostante il momento di calma (apparente), non ha alcuna intenzione di rilassarsi, qualora le cose dovessero peggiorare. Perché se c’è una cosa che questa emergenza ha insegnato è che non bisogna mai abbassare la guardia, dal momento che, di definitivo e assoluto, non c’è ancora nulla.

«Se servissero nuovi posti letto, i margini di ampliamento ce li abbiamo – conclude la dottoressa Di Renzo – Proprio in questi giorni, infatti, stiamo valutando la capacità massima che l’ospedale San Jacopo potrebbe avere per i pazienti Covid. Stiamo lavorando al meglio e non ci lasceremo trovare impreparati. In ogni caso abbiamo fiducia nelle nuove misure restrittive per limitare il contagio da coronavirus e proprio per questo ci appelliamo al senso di responsabilità di ognuno. Perché in gioco c’è la salute di tutti ». —



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