Gioco
Abbandonati nel verde oltre 25 sacchi neri pieni di scarti tessili
QUARRATA
Oltre venticinque sacchi neri abbandonati in mezzo al verde di Quarrata. La denuncia arriva ancora una volta da Daniele Manetti, presidente di Legambiente Quarrata.
«Un cittadino mi ha chiamato lunedì scorso – racconta Manetti – mi sono recato in via del Pollaiolo e nel sentiero sterrato, accanto al fosso con diga e chiusura a Bocca tarata, in quel posto bellissimo, c’erano oltre 25 sacchi neri, tutti pieni zeppi di ritagli di stoffa».
Molto probabilmente si tratta di scarti tessili provenienti dalla provincia di Prato, dove lo smaltimento di tali rifiuti è molto costoso.
Ricordiamo che da tempo l’associazione ambientalista porta avanti questa grave problematica dei rifiuti abbandonati.
«Purtroppo anche ai tempi del coronavirus non mancano atti illegali – prosegue Manetti – dobbiamo continuare la nostra battaglia se non vogliamo rimanere sommersi dai rifiuti illegali. É importante non mollare, rispettando tutte le regole ed i distanziamenti sociali, in piena collaborazione con Ufficio ambiente e sindaco di Quarrata. I nostri volontari segnalano ripetutamente l’abbandono dei rifiuti abusivi».
Presto, annuncia il presidente di Legambiente, ci sarà una riunione con i tecnici ed il sindaco Marco Mazzanti, dopo l’incontro con i vertici Alia del 28 luglio scorso, in cui sono stati approfonditi i temi di economia circolare e sostenibilità ambientale della zona “Toscana Centrale”, per poi parlare dei problemi specifici di Quarrata.
«Ricordiamo che nel nostro comune, dove il servizio di raccolta rifiuti è “porta a porta” e suddiviso in due distinte zone cittadine, nel 2019 sono state raccolte 14.480 tonnellate di rifiuti prodotti dai 26.700 abitanti residenti – conclude Manetti– Di queste, 9.290 tonnellate raccolti separatamente, con una percentuale del 64,2 per cento di raccolta differenziata. Per incrementare qualità e quantità dei materiali avviati a riciclo o compostaggio, sono previste analisi merceologiche sulle varie frazioni ed in particolare sula parte residua, non differenziabile, verificando quali sono gli errori più ricorrenti fatti dagli utenti, da correggere attraverso campagne mirate di comunicazione e sensibilizzazione». —
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