Il Tirreno

Pistoia

L’allarme di confartigianato 

«Zero incassi, zero tasse I locali rischiano di morire»

Cristian Pellegrini Torselli, presidente dell’associazione: «Il sostegno a bar e ristoranti è fondamentale e non può essere di pochi euro» 

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

«Ormai non si parla più di una forte criticità per il settore, ma adesso di una vera condanna a morte per un gran numero di attività».

È il grido d’allarme del presidente di Confartigianato Bar e Ristorazione Cristian Pellegrini Torselli, titolare del Caffè Valiani di Pistoia, a seguito dell’inserimento della Toscana in zona arancione.

«Nonostante la tolleranza su alcune situazioni ben più a rischio contagi, si è invece deciso di colpire indistintamente settori di notevole importanza nel meccanismo economico toscano, tra cui bar e ristoranti – spiega il presidente – Sembra non sia ancora chiaro il fatto che, con le dovute precauzioni, tra l’altro rispettate e fatte rispettare, con impegno e responsabilità, non ci sono state situazioni di rischio nei nostri bar e ristoranti e gli ultimi dati diffusi dall’Inail sui contagi da Covid-19 nei luoghi di lavoro ne danno conferma. Detto questo, il sostegno da parte dello stato è adesso più che mai di assoluta necessità. Sostegno che non può essere rappresentato da pochi euro come nel recente passato. La categoria è allo stremo: zero incassi uguale zero tasse: questa la nostra richiesta, perché adesso non si parla di vivere, ma di sopravvivere o morire da un punto di vista imprenditoriale».

«La chiusura di marzo in Toscana – dice ancora Cristian Pellegrini Torselli – ha portato a una perdita stimata di 500 milioni di euro per il settore. La sospensione attuale può essere la mazzata finale per titolari, dipendenti, professionisti e famiglie, che si trovano di fronte a drammi esistenziali. Un bar o un ristorante non sono semplici luoghi dove consumare una colazione, una cena o un caffè, ma un indotto importante dei territori e per questo non possiamo essere additati come il problema della diffusione del Covid-19. Ribadisco con forza che bar e ristoranti sono luoghi sicuri sia per i clienti che per i lavoratori: distanziamento tra i tavoli, mascherine al personale, accessi differenziati per i clienti in entrata e quelli in uscita, monitoraggio quotidiano delle condizioni di salute dei dipendenti, pulizia e sanificazione dei locali e gel igienizzante a disposizione di tutti, sono solo alcune delle rigide regole che tutti gli esercenti ha sempre utilizzato per garantire la salute». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze