Gioco
Migranti convocati in questure Don Biancalani: ci opporremo
Sul web l’appello del sacerdote ad “avvocati immigrazionisti” che possano collaborare Spostato in un albergo sanitario il giovane di Ramini positivo
PISTOIA
Sono almeno sei gli inviti ricevuti da altrettanti migranti ospiti della comunità di Vicofaro a presentarsi in tempi stretti alle questure di riferimento, sparse in varie parti d’Italia, per chiarire la loro posizione. Questi atti sono giunti sia a ragazzi sempre rimasti a Vicofaro sia ad alcuni di quelli temporaneamente spostati negli alberghi sanitari di Montecatini dopo la scoperta dei casi di coronavirus nella parrocchia di don Massimo Biancalani. E il battagliero sacerdote ha intenzione di impugnarli.
«Sono le conseguenze delle identificazioni a tappeto effettuate nei giorni scorsi – spiega – e ora c’è il rischio che queste iniziative finiscano con il disperdere i nostri ragazzi, facendone ripiombare almeno alcuni in situazioni illegali. Per questo stiamo cercando di impugnare le lettere». Ma questa attività ha bisogno di conoscenze giuridiche possibilmente specializzate: di qui l’appello comparso sulla pagina Facebook del sacerdote ad «avvocati immigrazionisti» che possano affiancare gli operatori legali già al lavoro per Vicofaro.
Per il resto non ci sono molte novità sull’operazione di alleggerimento del gran numero di migranti ospitati nella parrocchia pistoiese, obiettivo dell’ordinanza firmata dall’allora presidente della Regione Enrico Rossi. «Per le ricollocazioni – rileva don Massimo – stiamo aspettando la disponibilità di strutture adeguate».
Infine, il migrante maliano che era ospitato nella parrocchia di Ramini (l’altra comunità affidata a don Massimo), trovato positivo al Covid, è stato trasferito in un albergo sanitario. Le sue condizioni sono buone, lui stesso rimane asintomatico. I suoi compagni, invece, stanno osservando la quarantena. –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
