Il Tirreno

Pistoia

«I soldi dello Stato? Almeno quelli...»

Alessandra Tuci

Alcuni esercenti pistoiesi hanno già ricevuto la somma prevista dal Decreto Ristori, altri stanno aspettando ancora

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PISTOIA

Una piccola boccata d’ossigeno che in questi duri momenti sembra dare una buona dose di energie a ristoratori e titolari di bar. Non sufficiente ovviamente a coprire le innumerevoli perdite economiche avute da marzo ad oggi ma comunque uno spiraglio di luce in un tunnel che per adesso sembra non avere fine. Stiamo parlando dei contributi che dovrebbero arrivare in questi giorni a titolari di bar e ristoranti (e non solo) sulla base del cosiddetto “Decreto Ristori” approvato nell’ottobre scorso dal Consiglio dei ministri in seguito alla pandemia da Covid-19. Una cifra complessiva che dovrebbe valere oltre 5 miliardi di euro. Ad alcuni esercenti i soldi sono già arrivati, versati direttamente sul proprio conto correnti, altri sono ancora in attesa.

«Certo, non basteranno a sostenere tutti i costi di un’attività chiusa, ma è comunque la prima volta che accade una cosa di questo tipo dallo Stato – afferma Stefano Olmi de La Bottegaia – il bonifico noi lo abbiamo ricevuto ieri dopo quello percepito la volta scorsa, per il precedente lockdown».

Uno spiraglio di luce che trasmette positività agli esercenti. «Ovviamente non è sufficiente, ma è meglio di niente – continua Olmi – da oggi (ieri per chi legge) abbiamo iniziato con l’asporto, vediamo come va. Il servizio delivery (cioè la consegna a domicilio, nda) ha stentato un po’, ora proviamo con l’asporto».

Anche al Caffè Valiani di Sant’Agostino l’aiuto economico è arrivato. «Proprio in questi giorni», dice Cristian Pellegrini Torselli. Anche qui si cerca di puntare su take away e servizio delivery. «Ci stiamo muovendo in entrambe le direzioni, sia per le colazioni che per i pranzi – continua Pellefrini Torselli – da giovedì alla domenica si fanno anche le cene. Con le colazioni lavoriamo poco, non sono certo gli stessi incassi registrati con il bar aperto. Però un po’di movimento c’è, vediamo come va. Cerchiamo di essere ottimisti».

Stesso spirito arriva anche dalla trattoria La Bettola. «Sì, i soldi ci sono arrivati... almeno quelli – dice con una risata Paola Pazzaglia – sono il doppio rispetto a quelli che abbiamo ricevuto la volta precedente, credo sia così per tutti. Per il resto proviamo ad andare avanti, ma per ora c’è poco riscontro. Ieri sera ho chiuso la cassa con 18 euro. Ma che si deve fare?». Tutti provano ad arrangiarsi, come possono. «I soldi ci sono arrivati – il commento dal bar Rossella in Candeglia – continuiamo con le colazioni da asporto, panini, pizze e alcune prodotti da forno. Cerchiamo di andare avanti».

Alla pizzeria Vesuvio invece dei soldi del decreto non c’è traccia finora. «So che devono arrivare, ma ad oggi non niente – spiega Salvatore Cirillo, titolare del locale – però mi hanno detto che dovrebbero arrivare entro il 15 novembre. Aspettiamo e vediamo un po’. A questo giro la situazione è molto più drammatica, alle 18 in giro non c’è più un’anima. La gente esce da lavoro e va direttamente a casa, durante l’altro lockdown abbiamo lavorato molto di più con l’asporto. Il fine settimana un po’ meglio, lavoriamo con l’applicazione Deliveroo che consegna le pizze direttamente a domicilio. Bisogna avere pazienza, come dico io, c’è da stare buoni, attendere che passi questo periodo di stand-by per poi ripartire». –



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