Il Tirreno

Pistoia

Bimbo di tre anni lasciato da solo in casa precipita dalla finestra: è gravissimo

Massimo Donati
La zia del bambino mentre sta per salire sull'ambulanza
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La zia del bambino mentre sta per salire sull'ambulanza

Il grave incidente in via XX Settembre a Pistoia: il piccolo ricoverato al Meyer in codice rosso

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PISTOIA. Già da una mezz’oretta lo sentivano urlare attraverso quella finestra aperta al primo piano. E pensavano si trattasse della normale bizza di un bambino. Solo quando la tragedia si era ormai consumata, quando lo hanno visto immobile sul marciapiede, dopo che era precipitato dal primo piano, hanno capito che il piccolo invece era in preda alla disperazione perché era stato lasciato solo in casa. Erano da poco passate le cinque e mezzo di ieri pomeriggio in via Venti Settembre: scattati i soccorsi, il bambino, 3 anni appena, di origini centroafricane, è stato trasportato in coma all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Ad accompagnarlo sull’ambulanza attrezzata per la rianimazione, la zia, disperata: alle 19 la mamma non era ancora tornata a casa. Sicuramente nei suoi confronti scatterà una denuncia per abbandono di minore e per lesioni gravissime colpose. I poliziotti della Squadra volante, accorsi sul posto, hanno infatti accertato che il bambino era stato lasciato da solo nell’appartamento a guardare i cartoni animati alla televisione. Ed hanno ricostruito l’accaduto attraverso le testimonianze di coloro che si trovavano nelle vicinanze del luogo della tragedia.

Il bambino è caduto dalla finestra quando, sempre piangendo, si è sporto troppo, forse per guardare se la mamma stesse arrivando. Ed è precipitato da un’altezza di circa cinque metri, proprio a fianco di un ragazzo che in quel momento stava passando sul marciapiede in bicicletta e che lì per lì ha pensato si trattasse di un pupazzo. Per capire solo quando ha visto la gente accorrere dietro di lui che invece si trattava di un bambino: sotto choc è entrati in un vicino bar, tremante.

A dare l’allarme al 118 e alla polizia è stata una giovane donna che si trovavano proprio in quel bar. «Credevo fosse morto – racconta – dopo un pochino ha iniziato a muovere un piedino. Con gli occhi chiusi, con la manina cercava qualcuno, cercava di acchiapparmi la mano. Ma non lo potevamo toccare, mi hanno detto di non toccarlo, gli ho toccato solo un piedino: sono una mamma... La zia è arrivata circa un quarto d’ora dopo. In casa non c’era nessuno: abbiamo provato a suonare il campanello ma nessuno ha risposto. Io avevo sentito che piangeva quando poco prima ero passata, ma pensavo che fosse un bambino che faceva le bizze, sennò non sarei mai entrata nel bar. Piangeva già da un po’ mi hanno detto, almeno un quarto d’ora prima che io arrivassi».

Sul posto è accorsa un’ambulanza della Misericordia di Pistoia, assieme all’automedica. Il bambino, che aveva una vasta ferita alla testa, è stato immobilizzato sulla tavola spinale e intubato affinché potesse respirare meglio. Quindi, dopo quasi un’ora, una volta stabilizzatene le condizioni, è stato trasportato in codice rosso a Firenze, assistito anche dal medico e dall’infermiere del 118. 

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