Il Tirreno

Pistoia

Positivo al Covid uno dei migranti ospitati nella parrocchia di Ramini

MASSIMO DONATI
Positivo al Covid uno dei migranti ospitati nella parrocchia di Ramini

Il giovane sarà portato in un albergo sanitario mentre per gli altri l’Asl potrebbe disporre la quarantena

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Positivo uno dei migranti ospitati da don Massimo Biancalani nella canonica di Ramini, l’altra parrocchia di cui il sacerdote è parroco, assieme a Vicofaro. E che, adesso, rischia di subire lo stesso destino di quest’ultima, con la messa in quarantena.

Il giovane contagiato – che, senza alcun sintomo, da sabato si trova in isolamento in una stanza a parte – sarà trasferito al più presto in un albergo sanitario. Almeno secondo quanto comunicato a don Biancalani dall’Asl, che però non ha ancora fatto sapere quale procedura verrà adottata per gli altri migranti presenti nella struttura, che dovrebbero essere almeno 25, ma forse addirittura una quarantina dopo che lì sono arrivati alcuni degli ospiti di Vicofaro venuti via dagli alberghi sanitari di Montecatini. Due le possibili strade: tampone immediato per tutti, oppure la quarantena, così come è avvenuto per la parrocchia di Pistoia.

«Si tratta di un ragazzo che lavora in un’azienda di Prato dove è stato fatto il tampone a tutti i dipendenti – spiega don Biancalani – Purtroppo si tratta di una persona analfabeta, che parla solo un po’ di francese. Sabato ci ha fatto vedere sul telefonino la foto che aveva scattato al foglio che gli avevano dato in cui risultava positivo. Un documento che risale a sei, sette giorni fa. Noi abbiamo subito informato l’Asl e lo abbiamo messo in una stanza da solo. E adesso aspettiamo che ci dicano cosa dobbiamo fare».

Per quanto riguarda i migranti ospitati a Vicofaro (che dovrebbero essere attualmente sui 75, dopo i tanti ritorni da Montecatini), sul possibile ricollocamento di alcuni di loro nell’ex asilo di Lucciano interviene il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti, che ritiene la soluzione impraticabile nel breve periodo.

«Non ho avuto alcuna comunicazione in merito né ufficiale né ufficiosa da alcun ente – spiega il sindaco – Nella mattinata di oggi mi sono recato personalmente sul posto e ho visto che vi era un’impresa a pulire i locali. Mi sento fin da ora in dovere di dare alcune informazioni: innanzitutto la destinazione d’uso dell’immobile in questione è tuttora ad asilo, pertanto per accogliervi delle persone è necessario il cambio di destinazione d’uso a residenziale, che al momento nessuno ha chiesto e che comunque non è previsto. Inoltre, i locali non hanno l’agibilità pertanto non possono essere abitati e non possono accogliere nessuno, almeno che non vengano eseguiti tutti i lavori di adeguamento alle normative vigenti e che non venga successivamente presentata la necessaria pratica al Comune».

«In ultimo – conclude – una considerazione personale: anche qualora – e lo ritengo piuttosto difficile oltreché molto oneroso – siano superati i problemi elencati, ritengo che un locale in collina, isolato, lontano da ogni sorta di servizi, non collegato in alcun modo dai mezzi pubblici non sia un luogo adeguato per accogliere dei migranti». —



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