Gioco
Vicofaro, quarantena finita ma le strutture della diocesi non sono ancora pronte
Ieri i migranti hanno iniziato a lasciare gli alberghi di Montecatini, altri sono stati portati in commissariato per accertamenti
PISTOIA
È finita la quarantena per buona parte dei migranti di Vicofaro che hanno trascorso il periodo di isolamento in un albergo sanitario, in una camera dell’Hotel President di Montecatini. Nella tarda serata di ieri, ad eccezione di chi è risultato positivo al coronavirus nei giorni scorsi (sembra una ventina ) alcuni ragazzi di don Massimo Biancalani (con i documenti e già identificati) hanno raccolto le loro cose e se ne sono andati. Quelli che, invece, non sono stati ancora identificati o a cui devono essere notificati alcuni provvedimenti sono stati condotti al commissariato di polizia della città termale, per gli adempimenti burocratici. E se i positivi restano in hotel in attesa di negativizzarsi, gli altri hanno ripreso la loro strada.
Qualcuno a casa di un parente o un amico, altri si tratterranno ancora un po’ all’hotel President, qualcun altro, forse, salirà su un treno diretto a Pistoia e tornerà a Vicofaro (da cui un gruppetto di migranti non se n’è mai andato). Ed ecco che si pone (per chi non abbia un tetto sulla testa) il problema del post quarantena: una collocazione aveva provato a trovarla l’Asl Toscana Centro con un bando ad hoc per sondare il terreno e trovare ostelli dove i ragazzi sarebbero potuti andare una volta usciti dagli alberghi sanitari. Peccato sia stato un flop. Perché nessuno, alla fine, ha risposto e il bando è andato deserto.
Restano sempre in ballo, in ogni caso, le due strutture che la Diocesi di Pistoia ha messo a disposizione per la causa. Ancor prima, a dire la verità, che scoppiasse l’emergenza sanitaria a Vicofaro, con l’individuazione di 18 positivi. Il coronavirus ha rappresentato per la comunità divenuta simbolo dell’accoglienza a livello nazionale un carico da novanta. Sì perché una relazione dell’Asl aveva messo in luce una serie di criticità a cui la prefettura, la Diocesi, il Comune, la Regione e l’Asl, tutti insieme, avevano cercato di dare una risposta. L’ex governatore della Toscana, Enrico Rossi (come ultimo atto del suo mandato) aveva poi firmato un’ordinanza con cui disponeva, di fatto, lo svuotamento di Vicofaro e il trasferimento dei migranti in due strutture della Diocesi che adesso saranno pronte (e dunque disponibili) in pochi giorni. Ma chissà se i ragazzi di don Biancalani sceglieranno di vivere lì. —
Martina Trivigno
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