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La bambina annegò in mezzo metro d’acqua a Molino del Pallone
pistoia
La tragedia in cui ha perso la vita la piccola Blessing è avvenuta il 2 luglio dello scorso anno. Le conclusioni della consulenza redatta dal perito incaricato dal pm di eseguire l’autopsia non hanno dato risposte al perché quella bambina possa essere annegata in appena mezzo metro d’acqua. Hanno soltanto confermato quella che è stata fin da subito l’unica certezza. Che la morte della piccola Blessing era avvenuta per asfissia da annegamento.
Il medico legale Federica Fersini ha infatti escluso qualunque tipo di concausa: nessun segno di violenza, nessun trauma, niente patologie endogene o malformazioni congenite. E neppure una congestione, visto che la piccola non aveva mangiato, né quel famigerato choc termico che ogni anno tante vittime miete anche fra gli adulti che passano dal sole alle acque relativamente più fredde del mare o di un lago e che perdono immediatamente i sensi.
La consulente del pubblico ministero, nella propria relazione, ha anche espresso le proprie valutazioni su quelli che sarebbero stati i tempi della tragedia, specificando come, in base alla letteratura scientifica, la morte per annegamento in acqua dolce avvenga in un lasso tra i 3 e i 5 minuti, a seconda della quantità di liquido inalato. Naturalmente dal momento in cui l’acqua entra nei polmoni a quello in cui inizia l’intervento di soccorso per liberare le vie respiratorie.
Resta il fatto che, secondo quanto accertato dai carabinieri, in quel tratto di fiume teoricamente non si poteva fare il bagno, in base ad una delibera della Regione Emilia-Romagna. —
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