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Il ristorante “Arca” chiude dopo sedici anni d’attività
L’annuncio è stato dato dai fratelli Monica e Andrea Caietti: la decisione legata alla morte del fondatore, lo statunitense Gregg Martunas, scomparso nel 2018
PISTOIA
Domani, sabato 7 novembre, sarà l’ultima giornata di lavoro per il ristorante pizzeria “Arca” di via della Madonna. Un locale aperto nel maggio del 2004 e che, fin da subito, ha conquistato i cuori di molti pistoiesi, e non solo. Una storia lunga sedici anni, fatta di grandi soddisfazioni professionali, ma anche di difficoltà. E una scelta, dolorosa, che li ha portati a decidere di chiudere per sempre la loro attività. Nonostante gli affari, considerato anche il covid, tutto sommato andassero abbastanza bene.
A dare l’annuncio della chiusura dell’attività sono gli stessi titolari, i fratelli Monica e Andrea Caietti, rispettivamente moglie e cognato di Gregg Martunas, il terzo titolare del locale, morto a soli 50 anni nel 2018. Colui che aveva fortemente voluto l’apertura di quel ristorante pizzeria un po’ fuori dalle righe per il centro di Pistoia. Lui che, di origini americane, si era trasferito ragazzo in Toscana da Worcester, cittadina statunitense a una sessantina di chilometri da Boston, per approdare a Ponte Buggianese, dove ha vissuto con la famiglia fino alla morte. Ed è proprio con la sua famiglia che aveva deciso di dare il via a quel “sogno avventuroso” e inaugurare l’Arca. Il suo locale un po’ speciale dove amava offrire ai clienti, oltre alle pizze, anche l’ottima carne cotta sul carbone. La vera specialità di quel posto. L’improvvisa morte di Martunas, però, ha cambiato le carte in tavola, e a distanza di due anni per Monica e Andrea Caietti è arrivata la scelta definitiva di chiudere. Sofferta, soppesata, ma non più rimandabile.
«È stata una meravigliosa avventura – dicono i due fratelli, che hanno scritto anche un lungo post sulla pagina Facebook del locale – e vogliamo ringraziare la città di Pistoia, i clienti, gli amici e tutti coloro che hanno fatto sì che il nostro sogno diventasse realtà. Per questo abbracciamo tutti quelli che ci sono stati accanto».
Un abbraccio che, purtroppo, potrà essere solo simbolico, perché a causa della pandemia di Covid il locale, secondo le disposizioni nazionali, può effettuare solo attività di asporto e consegna a domicilio per la cena.
«Chi ci conosce a fondo – proseguono i titolari – sa qual è il triste e tragico motivo che sta dietro alla nostra decisione. Abbiamo provato con tutte le nostre forze a proseguire, ma era come guardare il mondo dal di fuori anziché farne parte. In questi anni, abbiamo visto ragazzi diventare uomini e donne. Abbiamo visto crescere bambini, che prima scorrazzavano tra le sedie, fino a vederli tornare a cena con mogli e mariti. Sedici anni sono davvero molto. Un pezzo della nostra e della vostra vita. Oggi, però, è arrivato il momento di voltare pagina. Di iniziare un nuovo capitolo».
Un progetto su cui i due fratelli non vogliono ancora sbilanciarsi, ma che fa capire che sono pronti a rimettersi in gioco con nuovi orizzonti.
«Il rammarico più grande – conclude Monica Caietti – è di non poter salutare dal vivo i nostri clienti più affezionati. Avevamo deciso di chiudere dopo la metà di novembre, ma poi questo nuovo stop alle attività ci ha spinto ad anticipare. E così il saluto sarà solo virtuale». –
Valentina Vettori
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