Italia
A passo di danza contro le chiusure di cultura e sport
pistoia
Chiedono la riapertura delle scuole di danza, dei centri culturali/sportivi, dei teatri, delle palestre e delle piscine, ritenuti luoghi dove il cittadino può trovare svago, divertimento sano, nutrimento dello spirito, pratiche salutari per il corpo e la propria salute nel completo rispetto delle regole di distanziamento.
Anche a Pistoia, come in molte altre città d’Italia, oggi alle 10,30, in piazza del Duomo, andrà in scena la manifestazione “#io-vivodidanza”. Ad organizzarla sono state molteplici categorie di persone, che vivono e lavorano nelmondo della danza, del teatro, dello sport, delle arti e della cultura.
«La manifestazione non avrà alcuna connotazione politica» spiegano gli organizzatori (a livello nazionale sono Liliana Candotti e Luca Fattori, mentre le referenti pistoiesi sono Cristiana Capecchi e Irene Tancredi.
«Alla luce delle disposizioni previste dall’ultimo Dpcm, che penalizzano tutto il comparto culturale e quello dello sport – spiegano gli organizzatori – abbiamo indetto una manifestazione di protesta per rivendicare il diritto al lavoro degli operatori culturali e sportivi e il diritto della cittadinanza di fruire del movimento, dello sport, della danza, della cultura, dell’arte per preservare la propria salute fisica e mentale».
Una protesta, sottolineano gli organizzatori, nel rispetto dei protocolli (mascherina correttamente indossata durante tutta la manifestazione e distanziamento interpersonale) e nel massimo rispetto delle forze dell’ordine: «Violenti e incivili non appartengono al nostro mondo. Ci dissociamo da qualsiasi protesta non civile!».
«Secondo L’Annuario dello spettacolo Siae – proseguono – nel 2018 (ultimo annuario disponibile) l’attività cinematografica, teatrale, concertistica, l’attività sportiva, di danza hanno dato vita ad un volume di affari di quasi 7 miliardi di euro solo di bigliettazione, a cui si devono aggiungere tutte le voci che hanno a che fare con l’indotto: altro che attività non essenziali! La chiusura di queste attività ha ripercussioni enormi per la vita dei lavoratori dello spettacolo e dello sport nonché dei teatri, dei centri di cultura, delle palestre. Sia le attività culturali che quelle sportive sono fondamentali per combattere l’abbandono scolastico, per cui chiediamo di essere equiparati alle scuole pubbliche come attività essenziali». —
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