Gioco
Fondazione Marini al lavoro ma sul museo solo silenzio
Il nuovo comitato scientifico pronto a valutare opere in attesa di autenticazione Palomar: «Una brutta notizia Perché non si riapre il Tau?»
PISTOIA.
La Fondazione Marino Marini torna a dare segni di vita. Sul sito web chiuso ormai da mesi, come del resto il museo di corso Fedi, è apparso un comunicato in cui si informa che il nuovo comitato scientifico della Fondazione (composto da Flavio Fergonzi, Luciano Pensabene e Mattia Patti) «ha avviato le proprie attività istituzionali, procedendo all’esame di diverse opere, presentate da Case d’asta, Gallerie d’arte e da privati cittadini, al dine di ottenerne la catalogazione e l’inserimento nell’Archivio delle Opere Autografe di Marino Marini». Nessun’altra notizia sul sito, in particolare nulla di nuovo sul museo Marini di Pistoia, chiuso dal marzo scorso, dopo che la Fondazione ha chiuso i rapporti con tutti i suoi dipendenti e con la cooperativa che si occupava della guardiania di Palazzo del Tau, dove sono ospitate le opere del grande scultore pistoiese. E nonostante che tra Fondazione e Comune sia aperto un confronto che dovrebbe portare – secondo le affermazioni del sindaco Tomasi – ad una riapertura della struttura a spese del Comune stesso. Evidentemente l’attuale Fondazione Marini, dopo aver bloccato il museo pistoiese, ha dato priorità ad altre attività che lo caratterizzavano, come l’autenticazione o meno di opere attribuite all’artista.
Sulle novità in casa della Fondazione interviene l’associazione Palomar, che la definisce «non una bella notizia». L’esame delle opere attribuibili al Maestro pistoiese «veniva eseguito – scrive Palomar – sotto l’expertise di Maria Teresa Tosi, già direttore del museo, incaricata in tal senso da Marina (la moglie dell’artista, ndr) e da quasi un anno licenziata dal nuovo cda della Fondazione. Perché non si richiama in servizio la dottoressa Tosi, anche in vista dell’annunciata riapertura del museo?». Palomar chiede anche cosa prevede la convenzione per la riapertura del museo e «perché è così lento il tempo della sua approvazione».
«Perché Marino – conclude la nota stampa – non è di amministratori pro tempore, quelli attuali del tutto inadatti alla bisogna; Marino è di tutti noi, è di Pistoia». —
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