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Pistoia

gli effetti sull’economia 

«Se il Governo non ci aiuta, sarà la fine e le donne pagheranno il prezzo più alto»

Martina Trivigno
«Se il Governo non ci aiuta, sarà la fine e le donne pagheranno il prezzo più alto»

Agenzie di viaggio: il settore è ko. Donatella Moica, presidente del Gruppo terziario donna Confcommercio, lancia l’allarme

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PISTOIA

Un settore in sofferenza, intere famiglie in ginocchio. Una storia già scritta (e pure letta), simile a tante altre. Ma che fa riflettere. Il comparto del turismo organizzato (come molti altri d’altronde) è ko. Lo è da otto mesi. Da quando, in sostanza, il Paese intero si è fermato. Per la prima volta. Donatella Moica, titolare dell’agenzia di viaggi “Macana Maldive” di Pistoia e presidente del Gruppo terziario donna Confcommercio di Pistoia e Prato, lo sta provando sulla sua pelle. Il telefono non suona quasi mai e di rado qualcuno oltrepassa la porta della sua attività in via Dalmazia. Così ha raccolto le voci (disperate) di moltissime colleghe che, proprio come lei, devono fare i conti con la crisi – profonda e (almeno per il momento) senza una fine anche solo ipotizzabile – che ha investito le agenzie di viaggio e i tour operator. Ma non ci illudiamo: a differenza di altre categorie, non c’è stata nessuna boccata d’ossigeno per loro, neppure durante il periodo estivo.

«Considerate che un’agenzia media guadagna il 10% su pacchetti da poche centinaia di euro – sottolinea – E, come se non fosse abbastanza, in molti hanno scelto di affidarsi alle prenotazioni online per programmare le vacanze. Non sono contraria alla digitalizzazione, sia chiaro, ma dobbiamo capire che, nel tessuto cittadino, quello dell’agente di viaggio è un servizio essenziale. Ma con questi ricavi copriamo al massimo un’ora di lavoro di una nostra lavoratrice».

«Il 90% dei dipendenti di agenzie di viaggio e tour operator sono donne – sottolinea Moica – e se consideriamo che un gran numero di queste provvede da sola al mantenimento della famiglia, non è difficile capire quanto la situazione sia catastrofica. Stiamo parlando di tanti posti di lavoro a rischio e che devono essere difesi. Sappiamo che il momento è delicato e viaggiare non è il primo pensiero, anzi. Tendiamo a condannare chi si sposta, quasi si tratti di un “untore” . La presenza del virus è una realtà, nessuno tenta di nasconderlo. Eppure mi domando: c’è davvero un rischio maggiore di contrarre il Covid-19 viaggiando su un aereo piuttosto che andando al supermercato, spostandosi su un bus o andando a pranzo al ristorante? Anche perché alcune compagnie aeree hanno dei protocolli rigidissimi. Alcune, ad esempio, chiedono di eseguire un tampone prima di salire a bordo».

Ma la paura resta e allora servono soluzioni. O quantomeno palliativi. «La nostra categoria non ha ricevuto alcun tipo di contributo – precisa la presidente del gruppo terziario donna di Confcommercio – È stato predisposto un fondo di ristoro, peccato che ad oggi non abbiamo visto neppure un euro. Ci saranno delle gravi conseguenze sul fronte occupazionale e, non appena sarà dato il via allo sblocco dei licenziamenti, saranno le donne a soffrire di più. Il Governo deve venirci incontro e sostenerci. Altrimenti sarà la fine per noi». E allora dei rimedi ci sono? Secondo Moica bisognerà agire in tre direzioni: azzeramento delle tasse, cassa integrazione per il primo semestre del 2021 e la creazione di corridoi turistici. «In Gran Bretagna e in Francia lo stanno già facendo – conclude – Si tratta di accordi con quei Paesi in cui si sono registrati pochissimi contagi (Zanzibar, Egitto, Maldive) e che sarebbero scelti come mete per trascorrere in tranquillità un periodo di vacanza. Questo, insieme agli ammortizzatori sociali, consentirebbe ad agenzie di viaggi e tour operator di concludere pratiche sufficientemente sostanziose per dare una boccata d’ossigeno alle nostre attività. Soltanto così riusciremo a sopravvivere, aspettando tempi migliori». –

Martina Trivigno

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