Assolto ma perde ugualmente l’affido dei figli
L’odissea di un padre accusato dalla ex di aver bastonato i bambini. Il tribunale: traumatico dopo 4 anni il trasferimento
pistoia
Un’odissea iniziata oltre dieci anni fa, con la prima di una serie di denunce che la ormai ex moglie aveva sporto contro di lui e finite in archiviazioni o assoluzioni. L’ultima delle quali, nel 2016, con accuse infamanti, tra cui anche quella di aver ripetutamente picchiato con un bastone i figli. Denuncia in base alla quale, quando la donna – in barba al provvedimento che stabiliva che dovessero vivere con il padre – aveva “rapito” tre anni fa i bambini per tenerli con lei nella sua città natia, nel sud Italia, il tribunale aveva deciso di lasciarglieli temporanea mente. Adesso, per l’uomo, un quarantenne, anche quelle accuse sono cadute completamente. Ma i suoi figli non li ha riavuti.
Dopo che già in fase istruttoria erano state archiviate quelle di lesioni nei confronti dei figli e di maltrattamenti in famiglia, è arrivata l’assoluzione da parte del giudice monocratico del tribunale di Pistoia anche per il reato di minacce aggravate (con una balestra) nei confronti della ex moglie: con la formula più ampia, perché il fatto non sussiste. Per lui (difeso dagli avvocati Fausto Malucchi ed Elena Baldi) resta però l’amaro in bocca: scegliendo il minore tra due mali, il tribunale civile, pur essendo queste e le altre accuse cadute, ha ritenuto che, essendo passati ormai tre anni, è meglio che i figli restino a vivere con la madre per non creare loro un ulteriore trauma. Sacrificando il diritto del padre ad averli in casa con lui.
Fin da subito dopo il matrimonio il rapporto fra i due era diventato burrascoso. Con la donna che negli anni, avviate le pratiche per la separazione, aveva presentato una serie di denunce nei confronti del marito accusandolo di maltrattamenti, lesioni, minacce ed altro. Denunce via via risoltesi nel nulla, tant’è vero che il tribunale civile, nel corso della causa di separazione, aveva stabilito che i bambini rimanessero a vivere con il padre, con il diritto della madre a portarli a casa propria ogni due settimane. Ed era stato durante una di queste trasferte nella sua città natale, nel 2016, che la donna li aveva fatti sparire: non solo non li aveva riconsegnati al padre ma per un anno non li aveva neppure mandati a scuola. I bambini erano riapparsi solo quando il tribunale, a fronte della nuova denuncia per maltrattamenti, aveva deciso di affidarli temporaneamente alla madre. Per poi lasciargli definitivamente a vivere con lei anche dopo la sentenza di assoluzione, arrivata dopo altri tre anni. —
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