Gioco
Boom di presenze nei musei civici pistoiesi
Fondamentali la promozione portata avanti durante il lockdown e la decisione di stabilire l’ingresso gratuito
PISTOIA
Boom di presenze nel periodo estivo per i musei civici di Pistoia. Ad eccellere, il Museo Civico d’arte antica, in piazza del Duomo, con un incremento del 149,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Siamo passati, infatti, dai 1.232 visitatori del 2019 ai 3.320 di quest’anno.
Il confronto non può non tenere conto del fatto che l’ingresso quest’anno è gratuito, ma i numeri messi in evidenza dimostrano la vitalità del sistema museale pistoiese, anche senza il grande sostegno promozionale che arrivò nel 2017 grazie all’elezione di Pistoia a Capitale italiana della cultura.
«Un cambio di passo significativo – spiega l’amministrazione comunale in una nota – che premia il lavoro di promozione e valorizzazione portato avanti da tempo dalla struttura museale e proseguito durante il periodo di lockdown, quando le sale erano chiuse, ma si sperimentavano nuovi canali di diffusione. Complici anche gli effetti della crisi associata al Covid-19, che hanno portato a una riscoperta del patrimonio culturale italiano e alla voglia di guardarsi intorno con rinnovato interesse, quest’anno i musei civici pistoiesi hanno registrato quindi un balzo in avanti».
In dettaglio, dal 20 giugno (giorno della riapertura dopo il lockdown) al 30 settembre, le presenze nei tre musei sono state in totale 7.033: 3.758 nel Museo Civico d’arte antica, 1.971 nel Museo dello Spedale del Ceppo e 1.304 nel Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni.
Importanti si sono dimostrate la decisione di prevedere la gratuità dell’ingresso fino alla fine di quest’anno e le iniziative promosse durante e subito dopo il lockdown. Infatti, anche se “a porte chiuse”, i musei civici hanno trovato un modo per essere vicini al proprio pubblico sperimentando nuovi canali di comunicazioni, come il web, con iniziative come il progetto sperimentale di didattica digitale “in rete”.
Incremento di visitatori anche per il Museo dello Spedale del Ceppo, dove la crescita è stata del 28%: tra i punti di forza della sede museale, un progressivo arricchimento di cimeli e strumenti chirurgici esposti, come la macchina del parto del Settecento arrivata lo scorso anno, che contribuiscono ad attirare un sempre maggiore numero di curiosi e interessati.
Impossibile un raffronto sulle presenze registrate a Palazzo Fabroni, chiuso per ristrutturazione da febbraio a novembre 2019. È però indubbio il successo riscontrato dalla mostra “George Tatge-Il colore del caso”, che un anno fa ha segnato la riapertura al pubblico del Museo del Novecento e del Contemporaneo al termine dei lavori di recupero delle nuove sale del pianoterra. Dal 25 settembre (e fino al 10 gennaio) è in corso inoltre la mostra “Andrea Mastrovito-Io non sono leggenda”.
I visitatori da fine giugno a fine settembre sono stati oltre mille. —
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