Sicurezza
Aperto al Ceppo il reparto per le cure intermedie di Pistoia
Funzionerà in appoggio all’ospedale San Jacopo, per l’assistenza ai malati che hanno bisogno di cure non intensive. Alle 15 ricoverata la prima paziente
Pistoia. Come previsto, da martedì 20 ottobre sono operativi 18 nuovi posti letto di cure intermedie, i primi ad essere attivati nel grande reparto da 72 posti complessivi realizzato ai piani superiori del padiglione Cassa di risparmio del vecchio ospedale del Ceppo. Alle 15 la prima paziente è stata accolta nel reparto.
Nel pomeriggio sono iniziati ad arrivare i primi pazienti per il ricovero in dimissione dall'ospedale San Jacopo. Inaugurati lo scorso luglio, dopo una ristrutturazione effettuata a tempo di record, come previsto anche dalla normativa regionale, i nuovi posti letto sono stati attivati per integrare le cure ospedaliere e sono destinati ai pazienti acuti che, una volta dimessi dall'ospedale, potranno proseguire il ricovero nella nuova struttura sanitaria territoriale attrezzata, e completare così il proprio percorso assistenziale e clinico.
Il legale con l’emergenza Covid è indiretto: qui non verranno collocati pazienti in attesa di negativizzarsi, come avvenuto per il reparto realizzato all’ex convento del Ceppo nella primavera scorsa. Questo è e rimarrà un reparto di cure intermedie, la cui utilità in questa fase è comunque grande, perché consente di liberare posti letto al San Jacopo, rendendo quest’ultimo capace di accogliere un numero maggiore di malati. Questi sì, anche Covid.
Il team medico del reparto, prevalentemente composto da specialisti geriatri, è diretto dal dottor Carlo Adriano Biagini, che è responsabile clinico delle Cure Intermedie del Ceppo e direttore della struttura complessa di Geriatria; quello infermieristico e Oss è invece coordinato dalla dottoressa Lucia Cirillo. In reparto è stata prevista anche la presenza dei fisioterapisti, coordinati dal dottor Simone Bonacchi, per le attività di valutazione funzionale, riabilitazione e counseling per i familiari.
«I posti letto del Ceppo – spiega il dottor Daniele Mannelli, direttore della rete sanitaria territoriale – rappresentano uno dei punti cardine nell'ambito delle strategie aziendali anche per fronteggiare l'attuale fase dell'emergenza sanitaria: al momento le nuove degenze del Ceppo servono, da un lato, ad assicurare la continuità delle cure ai pazienti e, dall'altro, a lasciare liberi nei presidi ospedalieri i posti letto per accogliere i pazienti acuti. A seconda dell’andamento epidemiologico del Covid19, l’Azienda valuterà la possibilità di utilizzare il reparto per i pazienti Covid, così da favorire la dimissione ospedaliera dei pazienti ancora positivi in fase post-acuta ».
I quattro setting dedicati alle Cure Intermedie sono stati ricavati all'interno del terzo e quarto piano, praticamente speculari, del Padiglione denominato "Cassa di Risparmio", dove prima del trasferimento nel nuovo ospedale (nel 2013) vi erano reparti medici e ambulatori: i posti letto sono 36 per piano e suddivisi in quattro moduli.
«L'invio dei pazienti dai reparti ospedalieri prevede un coinvolgimento strutturato del Nucleo di bed management con l'Agenzia di Continuità Ospedale Territorio (ACOT), quale proiezione territoriale nei presidi ospedalieri e punto nodale di riferimento dei percorsi di dimissione dei pazienti complessi», ha aggiunto la dottoressa Silvia Mantero. In pratica si realizza una vera continuità ospedale-territorio attraverso il potenziamento di quest'ultimo. —
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