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Tomasi: per le chiusure mirate ora non ci sono le condizioni

fabio calamati
Tomasi: per le chiusure mirate ora non ci sono le condizioni

Il sindaco critico contro i nuovi provvedimenti annunciati dal governo Conte «Chiudere in un solo Comune sarebbe inutile e ingiusto, serve coordinamento»

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Il Comune di Pistoia non sta pensando a varare una di quelle chiusure mirate anti-movida di cui parla il nuovo Decreto della presidenza del consiglio dei ministri (Dpcm, un acronimo ormai passato nel linguaggio comune). I locali della zona della Sala, da anni cuore della vita serale e notturna pistoiese, possono quindi per il momento stare tranquilli: non è all’orizzonte nessuna “zona rossa” in centro.

Come hanno fatto per la verità molti suoi colleghi, anche il sindaco Alessandro Tomasi ha fatto presente che al momento non ci sono le condizioni per applicare la norma che consentirebbe la chiusura di strade e piazze a partire dalle 21, salvo consentire l’accesso a chi è diretto verso un’attività commerciale aperta secondo i dettami anti-Covid.

« Sul "coprifuoco" – ha scritto ieri mattina Tomasi in una nota stampa in risposta ai provvedimenti dell’ultimo Dpcm resi noti dal presidente del consiglio nella conferenza stampa della sera precedente – il Governo non può scaricare la decisione e il controllo sui Comuni senza dare risorse e personale. Ripeto, siamo disponibili ad assumerci ulteriori responsabilità ma se messi in condizioni di farlo».

Condizioni che si traducono in risorse economiche per venire incontro alle difficoltà degli esercizi eventualmente penalizzati.

«Oltretutto in base ai provvedimenti delle singole aree – continua Tomasi – si creerebbero disparità enormi tra i vari operatori senza risolvere il problema sanitario. Se dovessi disporre chiusure al pubblico di piazze e strade su Pistoia, le persone si riverserebbero nei Comuni vicini. Servono quindi decisioni a livello regionale o di macroaree».

La difficile situazione della zona della Sala e dintorni è riemersa con forza nei giorni scorsi, quando diversi episodi di microcriminalità, piccole rapine, risse, molte delle quali attribuite ad un unico gruppo di adolescenti violenti, hanno riportato alla ribalta del dibattito pubblico l’esistenza di vere e proprie “baby gang” e la necessità di contrastare il fenomeno. Che, secondo alcuni, rischierebbe di far diventare un’attività pericolosail semplice passeggiare per strada nelle vie del centro, soprattutto a tarda ora.

Di questi temi, comunque, si parlerà probabilmente già oggi nella riunione convocata del Tavolo sull’ordine pubblico e la sicurezza previsto in prefettura.

Infine, scrive il sindaco, «è necessario che ci sia un controllo, e questo si può fare solo con maggior personale ma, al momento, non sembra esserci alcuna previsione da parte del Governo».

Insomma, Palazzo di Giano afferma di non avere a disposizione un numero sufficiente di vigili urbani per mettere in piedi e far rispettare una chiusura mirata di una parte della città, sia pur piccola. Anche perché, contemporaneamente a questa attività, il corpo di polizia municipale dovrebbe continuare a farsi vedere nelle diverse zone della vita notturna pistoiese, ma anche svolgere gli altri compiti istituzionali del corpo.

Su questo fronte una grossa mano al Comune la stanno dando le associazioni di volontariato.

«In accordo con la Protezione civile – sottolinea a questo proposito Alessandro Tomasi – ho riaperto il Centro operativo comunale prevedendo, grazie alle associazioni di volontariato, controlli in alcune aree a rischio assembramento, come quelle fuori dalle scuole superiori».

Insomma, «i volontari sono già impegnati in moltissimi servizi ma non sono una risorsa infinita. Questo impegno, infatti, non può bastare senza un potenziamento delle forze dell’ordine». —





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