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Pistoia

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Raethia, scrittrice di successo e le sue radici sulla montagna pistoiese

Emanuele Begliomini
Raethia, scrittrice di successo e le sue radici sulla montagna pistoiese

È arrivata seconda al premio Bancarella per la cucina, svoltosi a Pontremoli con “Suite per un castagno”. «Il libro piacque anche a Giancarlo Corsini» 

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PISTOIA. C’è un po’ di montagna pistoiese nell’edizione 2020 del prestigioso premio letterario “Bancarella per la cucina”. Domenica, a Pontremoli, si è tenuta la cerimonia di premiazione e fra i sei finalisti c’era anche Raethia Corsini, con il suo “Suite per un castagno” (Guido Tommasi Editore). Pur non avendo vinto – a spuntarla è stato Alessandro Torcoli con “In Vino veritas” – quello di Raethia Corsini è stato un autentico successo: secondo posto con solo 8 punti di distacco dal primo.

Tanta la sua sorpresa.

«Non mi aspettavo certamente questo piazzamento – spiega – Anzi, a dirla tutta non credevo nemmeno di essere nominata tra i finalisti, perché il mio è un testo atipico per la letteratura di settore italiana, abituata a volumi interi ambientati attorno ai fornelli. Per questo essere arrivata sul gradino mediano del podio è un grande onore, soprattutto perché il riconoscimento viene deciso direttamente da chi legge».

Il suo libro, così, ha impressionato i responsabili del concorso anche se le ricette non ne sono le protagoniste principali. Il Bancarella è da sempre il premio degli addetti ai lavori. In questo caso a decidere i vincitori sono stati l’Unione dei librai e alcuni ristoratori.

«Il mio stupore – continua Raethia – è dovuto dal fatto che nel libro non tratto direttamente di cucina. Ho voluto raccontare, invece, le mie radici. Da buona abitante di Le Piastre ho vissuto l’infanzia a stretto contatto con i boschi, dove la cultura del verde, e in particolare del castagno, è sempre stata forte e radicata. Forse è questo ciò che ha sorpreso: toccare il tema del premio partendo dalla natura, la vera essenza del cibo. In fondo bisogna sempre partire da qui per conoscere cosa mangiamo».

La montagna pistoiese e, in particolare, Le Piastre sono il teatro centrale dove si sviluppano le stagioni del libro. Passano gli anni, le persone cambiano ma il paese rimane sempre lì.

Ancora l’autrice: «I miei genitori sono entrambi nati e cresciuti a Le Piastre (il padre è il conosciuto giornalista Luciano Corsini, nda) seppur abbiano viaggiato tanto. E io ho fatto la vita paesana fino ai dieci anni, ma tutt’ora ho lì una casa e ne seguo tutte le vicende che riguardano le mie origini grazie ai contatti stretti coltivati e mantenuti nel tempo. Nel libro ho messo su carta i miei ricordi resi tangibili da Gnone, un enorme castagno: assieme alle sue radici ci sono anche le mie. Ho citato numerosi personaggi vissuti davvero e anche il Campionato della Bugia. C’è pure Giancarlo Corsini, detto “il Trombaio”: a lui il mio libro piacque molto e lo lesse pochi giorni prima di lasciare questo mondo. La prossima volta che andrò in piazza della chiesa, mi siederò accanto alla sua statua e gli racconterò di questo riconoscimento». —

Emanuele Begliomini
 

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