Gioco
Quel giorno di sangue del 1948 quando fu ucciso Ugo Schiano
All’angolo tra via Roma e via Cavour, sotto la lapide, il sindaco Alessandro Tomasi ha deposto una corona d’alloro insieme alla figlia dell’operaio San Giorgio
pISTOIA
Si è tenuta ieri, come di consueto, la commemorazione di Ugo Schiano, l'operaio della San Giorgio ucciso durante una manifestazione sindacale nel 1948. A causa delle nuove normative anti-Covid, la cerimonia si è svolta tutta di fronte alla lapide collocata in via Cavour, all'incrocio con via Roma, sotto la quale è stata deposta una corona di alloro. Era presente il sindaco Alessandro Tomasi, insieme alla figlia dell’operaio, Siria. A solennizzare l’appuntamento, il gonfalone del Comune e i labari di altre associazioni.
La morte di Ugo Schiano fu uno degli eventi più tragici degli anni del primo dopoguerra a Pistoia. Operaio metallurgico, fu ucciso il 16 ottobre 1948 durante una manifestazione, definita “Marcia della fame”, a cui parteciparono, insieme agli operai della Smi di Campo Tizzoro, pesantemente colpiti dai licenziamenti, la popolazione montana e la classe operaia pistoiese. «La marcia – come si legge in una nota del Comune – partì nelle prime ore della mattina dai paesi della montagna e convogliò a piedi a Pistoia alcune migliaia di persone. Alle 11 entrarono in sciopero anche i lavoratori della San Giorgio che si unirono al corteo diretto in prefettura, dove era previsto l’incontro di una commissione con il prefetto per esporre la grave situazione».
«Giunto sotto la prefettura – recita la Guida ai monumenti della memoria nel Comune di Pistoia – il corteo fu fatto arretrare dalla Polizia e senza motivazione alcuna cominciò un fitto lancio di bombe lacrimogene. A questo punto la forza pubblica si schierò nella strada su due file… e prese a sparare all’impazzata. Poco dopo si contavano fra gli operai un morto, Ugo Schiano, e sei feriti». —
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