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Studenti soccorrono un anziano caduto e un cittadino scrive per ringraziarli

Studenti soccorrono un anziano caduto e un cittadino scrive per ringraziarli

«Esempio di altruismo e generosità non comuni» L’episodio in viale Adua. Lettera indirizzata ai presidi

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PISTOIA

Un gruppo di studenti del liceo scientifico Amedeo di Savia ha soccorso una persona anziana rimasta ferita dopo una caduta lungo il viale Adua. Qualcuno ha chiamato il118 mentre i ragazzi, con lo zaino in spalla e la campanella di scuola che stava suonando per l’ingresso, hanno portato le prime cure all’anziano, assistendolo e incoraggiandolo finché non è arrivata l’ambulanza inviata dal 118, che lo ha preso in carico.

La sollecitudine del gruppo di studenti è stata notata da un anonimo «cittadino di Pistoia», che alla fine ha scritto una toccante lettera indirizzata ai «dirigenti scolastici degli istituti superiori prospicenti viale Adua» (oltre allo scientifico, ci sono il tecnologico Fedi Fermi e la succursale del liceo artistico Petrocchi). Paolo Biagioli, preside dello Scientifico, ha scelto di pubblicare «con estremo piacere e senza bisogno di alcun commento». Come dire che tra gli studenti ci sono i membri di baby gang, ma anche quelli capaci di atti di altruismo e responsabilità notevoli.

«Stamane verso le 7,50 – si legge nella testimonianza inviata ai presidi – ho assistito a un episodio così bello e spontaneo che voglio mettere alla vostra attenazione. Percorrendo viale Adua, ho notato che nel tratto dalle fermate dei bus alle scuole era seduto sul marciapiede, cosciente, un anziano signore che, probaiblimente a seguito di una fresca caduta, aveva riportato una feritaalla testa e veniva perdeva sangue: ebbene, l’anziano infortunato veniva amorevolmente assistito da ragazzie ragazze che, con zaini in spalle, cartelline a tracolla, mascherine e guanti indossati, animati da altruismo e senso del dovere, prestavano a lui le prime cure ed assistenza morale, nell’attesa dei soccorsi, evitando altresì assembramenti ad opera di altrettanti studenti che avrebbero voluto prodigarsi».

Il testimone prosegue la descrizione della scena e spiega di non essere intervenuto «perché gli adolescenti se la cavavano egregiamente, la situazione era sotto il loro controllo e stava sopraggiungendo l’ambulanza».

«Il fatto – continua la letterainviata ai presidi – mi ha particolarmente colpito perché in quei momenti non vi erano adulti sullo scenario, solo due generazioni tanto distanti anagraficamente quanto vicine nel momento del bisogno. Esprimo pertanto sentimenti di approvazione e compiacimento per quei giovanissimi che non posso individuare altrimenti se non genericamente come studenti delle vostre scuole e che ritengo esempio di altruismo, generosità e senso civico non comuni». — —

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