Gioco
«Dobbiamo reggere 7 mesi e poi ripartire tutti uniti»
Il presidente della Regione Eugenio Giani indica anche le direttrici dello sviluppo «Un solo territorio tra Firenze, Prato e Pistoia». In Toscana arriveranno 15 miliardi
Pistoia
Video patriottico in apertura. Inno d'Italia e le immagini drammatiche viste in piena emergenza. Le file ai supermercati, le terapie intensive, gli operatori sanitari stremati. E i negozi chiusi. Prima dei dati e delle richieste, l'orazione parla al cuore e alle emozioni dall'assemblea dei soci di Confcommercio Pistoia e Prato, che si è svolta ieri a Villa Cappugi. «Ce la faremo se saremo uniti, determinati e consapevoli», ha detto Carlo Sangalli, presidente nazionale dell'associazione di categoria. Ha aggiunto Matteo Biffoni, sindaco di Prato: «Se riusciamo ad essere uniti ne usciamo, altrimenti no. Da soli non ce la possiamo fare. Ci deve essere uno sforzo comune di carattere politico, uno sforzo di sistema. Qui a rischio c'è la vita stessa delle città».
La crisi in numeri e i tentativi per lasciarla alle nostre spalle sono ragionamenti in corso, complessi. Ma il coronavirus picchia ancora forte: lo dimostra l'assenza ieri del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, chiamato in prefettura per una riunione urgente dopo la scoperta di due contagi Covid tra i migranti di Vicofaro, ospiti della parrocchia di don Biancalani. Da qui parte Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana: «Dobbiamo reggere e tenere per 7 mesi. Toscana Life Sciences (fondazione di ricerca con sede a Siena, ndr) ha sperimentato tre anticorpi al virus con efficacia concreta. Uno di questi sarà sintetizzato a livello chimico e arriverà sul mercato a marzo, è la risposta Toscana al Covid-19. Se reggiamo quest'inverno, ripartiremo in condizioni di normalità. Poi avremo bisogno di cogliere delle opportunità; non di un nuovo modello di sviluppo, quello che abbiamo in Toscana funziona bene».
Il discorso si allarga: «Alla nostra regione arriveranno 15 miliardi di euro dal Recovery Fund, e cogliamo anche il Mes per gli investimenti sulla sanità – ha proseguito Giani – la Regione deve essere ricettiva dei segnali che arrivano dai territori per corrispondere le risorse ai vari settori, con progetti concreti. Vogliamo riformare il sistema di microcredito, facendo diventare Fidi Toscana una società in house al 100% della Regione. Puntiamo sul miglioramento delle infrastrutture, per esempio per far diventare un solo territorio l'area tra Firenze, Prato e Pistoia, quindi un turismo diffuso, sul modello degli Uffizi, come motore di promozione che vada oltre i tradizionali riferimenti. Per lo sviluppo è necessaria una forte unità, una alleanza tra mondo politico, economico e produttivo».
Ancora Sangalli, che fa gli interessi della sua categoria: «Il Governo deve agire sulla liquidità, sugli indennizzi, su una moratoria sui crediti, non va sottovalutato l'impatto della criminalità organizzata, con lo sviluppo per esempio dell'usura. Rischiamo di avere meno imprese e un tessuto economico meno sano. Il costo economico e sociale di nuove chiusure potrebbe portare a un crollo del Pil del 10,5%, un collasso che va scongiurato. Non possiamo chiedere a queste imprese di trattenere ancora il fiato. Sul Recovery Fund serve chiarezza negli obiettivi e nei percorsi, coerenza e velocità nelle scelte, dobbiamo creare un nuovo clima di fiducia, fare sistema tra territori e città».
Uniti, insomma. —
Luca Signorini
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