Il Tirreno

Pistoia

il caso 

«Basta migranti a Lizzano» Comitato e sindaco d’accordo

Martina Trivigno Carlo Bardini

Tutti contro le voci su un invio di ospiti di Vicofaro anche nella casa vacanze diocesana dove fino a poche settimane fa erano ospitati altri immigrati

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SAN MARCELLO PITEGLIO

Ancora è tutto da decidere, ma loro sono già sul piede di guerra. Gli abitanti di Lizzano non hanno fatto in tempo a gioire per la chiusura del centro d’accoglienza migranti (risale proprio alle scorse settimane, ma la battaglia andava avanti già da qualche anno) che ritorna l’allarme. Il loro timore è che un gruppo di quei migranti che al momento sono ospiti di don Massimo Biancalani a Vicofaro – e che dovranno essere redistribuiti in più strutture per ridurre il sovraffollamento e assicurare idonee misure di prevenzione dal coronavirus – occupino di nuovo quei localidella diocesi da cui altri migranti sono appena usciti.

L’ordinanza firmata il 7 ottobre scorso dall’ormai ex governatore della Toscana, Enrico Rossi, lo dice chiaro e tondo: la situazione Vicofaro deve essere affrontata e risolta. E in questo percorso (che si concluderà entro i primi giorni del mese di novembre) un ruolo preponderante lo ricopriranno l’Asl Toscana Centro (che prenderà in carico la gestione delle strutture) e la Curia (che invece offrirà le mura in comodato d’uso gratuito). Certezze sui luoghi, come detto, ancora non ce ne sono. Ma intanto gli abitanti di Lizzano mettono le mani avanti.

«Chiediamo all’amministrazione comunale, all’Asl e alla Curia che non venga nuovamente utilizzato il centro vescovile di Lizzano per l’accoglienza dei migranti di Vicofaro – scrivono i cittadini che fanno parte del comitato – perché il nostro paese e i suoi abitanti, nel corso degli ultimi dieci anni, hanno già fatto abbondantemente la loro parte in termini di accoglienza».

Intanto il sindaco Luca Marmo da già una risposta al comitato. Ed è un no secco all’arrivo di nuovi migranti a Lizzano. «Mi rendo conto – spiega Marmo – che la questione dello spostamento dei profughi da Vicofaro, debba essere gestita in maniera collettiva e che anche la montagna pistoiese debba fare la sua parte. Non sono però assolutamente d’accordo che i profughi siano spostati nel centro di Lizzano. Questo paese ha già dato molto in questi anni e solo da pochi giorni la “Casa Vacanze” della Curia è stata liberata dalla presenza dei migranti. Sono aperto ad un confronto ma sottolineo ancora una volta no a Lizzano».

Tra l’altro, nel corso di un recente consiglio comunale il presidente del consiglio comunale Moreno Seghi ed il capogruppo di maggioranza Walter Mandolini, depositarono una mozione affinché la giunta comunale ed il sindaco valutassero la possibilità di interessarsi, perché la struttura della Curia vescovile possa trasformarsi in una struttura a beneficio della popolazione dandole una vocazione turistica. –

Martina Trivigno

Carlo Bardini

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