Sicurezza
I ragazzi sono tornati in piazza per avere “giustizia climatica”
Riappare il movimento “Fridays for future” ispirato dall’attivista svedese Greta Thumberg Centocinquanta studenti degli istituti superiori hanno manifestato ieri nel centro della città
la protesta
Il loro obiettivo è quello di far riflettere le persone. E anche fare pressione sulle istituzioni perché i temi legati all’ambiente non siano trascurati dalle istituzioni. Era il 15 marzo dell’anno scorso quando 12 milioni di giovani (da oltre 1.600 città di tutto il mondo) scesero in piazza sulla scia dell’attivista svedese Greta Thumberg. Fu una manifestazione pacifica, per chiedere ai governi azioni incisive contro il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Da quel giorno, ormai, è passato più di un anno e mezzo e, ieri mattina, circa 150 giovani si sono riuniti in piazza dello Spirito Santo, a Pistoia, in occasione dello sciopero nazionale per il clima. Perché i “Fridays for the future” (i venerdì per il futuro) non si fermano. E il direttivo locale continua a lavorare senza sosta nella sua opera di sensibilizzazione sui temi ambientali. E ieri sono tornati in piazza, per la prima volta dopo il lockdown. Distanziati l’uno dall’altro e con indosso le mascherine, si sono seduti per terra, alcuni con dei cartelli in mano.
«Cosa vogliamo? », gridano dal microfono. «Giustizia climatica», risponde la piazza, di rimando. È stata Lavinia Ferrali, 18 anni, a gettare il seme di “Fridays for future” a Pistoia, circa un anno fa. «Ho creato il gruppo sulla base degli ideali che la mia famiglia mi ha trasmesso – spiega – Sono stati i miei genitori a insegnarmi a essere sempre rispettosa verso l’ambiente. Sono valori a cui all’inizio, da bambini, è difficile dare un senso compiuto. Ma ti restano dentro e fanno parte di te. E mi sono resa conto che sono in tanti a nutrire la speranza in un pianeta migliore. E quella stessa speranza, che poi è diventata consapevolezza, ho cercato di risvegliarla anche negli altri. Questa è la prima manifestazione dopo il lockdown e pensavo, viste le restrizioni legate all’emergenza sanitaria, che in pochi partecipassero. Invece non è stato così e siamo felici di questo. Ma proprio le misure per la ripartenza dopo i lunghi e difficili mesi del lockdown possono essere un’occasione irripetibile per avviare la riconversione ecologica, facendone lo strumento per risollevare l’economia e cominciare a risolvere in questo modo i problemi sociali nel nostro paese».
Anche Lorenzo Pagnini, pure lui 18enne, racconta che si è avvicinato al movimento quasi per caso. Ma il desiderio di fare qualcosa per l’ambiente lo ha sentito chiaramente un giorno. Quando decise di saltare un compito per partecipare alla manifestazione. «Devo dire che dissi a mia madre che avrei recuperato, offrendomi volontario alla prima interrogazione utile – sottolinea il giovane – Ricordo che partecipai alla manifestazione con la mia divisa da scout e preparai anche in fretta un cartello che, tra l’altro, piacque molto. Fui invitato a fare un intervento sul palco e da lì è cominciato tutto».
Così come per Alice Franchi, 20 anni. «La mia sensibilità ambientale affonda le sue radici negli anni della mia infanzia – racconta – Poi, quando è arrivato il momento, ho capito che questa era anche la mia battaglia e che volevo portarla avanti, sul serio. Perché troppo spesso le parole “eco” , “green” e “ambiente” vengono usate a sproposito. Soltanto per dare un tocco “verde” , appunto, e fare pubblicità. Noi, invece, con esperti e associazioni abbiamo raccolto nella campagna “Ritorno al futuro” una serie di proposte per il governo italiano. Se c’è una cosa che il coronavirus ci ha insegnato, infatti, è che le emergenze non possono essere ignorate. C’è ancora un po’di tempo, ma non rimane molto. Che la politica metta allora la vita di tutti noi al primo posto, non l’avidità di pochi».
Hanno parlato in diversi, hanno cantato, anche. Per essere ascoltati e far capire che quella climatica è un’emergenza vera e propria e, come tale, deve essere affrontata.
«I politici hanno gli strumenti per comprendere la portata dell’emergenza ambientale, climatica ed economica che stiamo vivendo, ma nessun governo sta facendo qualcosa. Vediamo che c’è tanta voglia di cambiamento, soprattutto da parte dei giovani – conclude il gruppo pistoiese di “Fridays for the future” – e noi continueremo a far sentire la nostra voce. E a lottare». –
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