Amianto, salta lo sblocco per le pensioni degli esposti
Respinto l’emendamento presentato da cinque parlamentari Pd in Senato Deluse le attese di 200 lavoratori pistoiesi. Verso una manifestazione a Roma
PISTOIA
Dovranno aspettare ancora i lavoratori del settore materiale rotabile esposti all’amianto e in attesa di poter andare in pensione grazie ai benefici di legge riconosciuti a chi ha respirato la sostanza killer. Il Senato, infatti, approvando la legge di conversione del cosiddetto “decreto Agosto”, ha respinto l’emendamento che era stato presentato ad agosto dai 5 senatori Pd Bini, Biti, Ferrari, Giacobbe e Collina, emendamento che avrebbe dovuto sbloccare la situazione dei primi 250 lavoratori in attesa. Tra di loro, più di cento sono dipendenti pistoiesi ex Breda.
L’idea contenuta nell’emendamento era semplice. Siccome l’Inps non paga ancora le pensioni ai lavoratori esposti per la possibile carenza di fondi necessari, il Ministero si è impegnato in una verifica di natura finanziaria. Ma nell’attesa dell’esito di questa verifica, intanto si conceda la pensione ai primi 250 di questi lavoratori, alcuni dei quali attendono dal 2016 quello che riconosce loro una legge.
L’emendamento non è stato approvato – pare – per carenza di copertura finanziaria. Al suo posto, la maggioranza M5S-Pd si è impegnata a trovare una soluzione all’interno della legge di bilancio 2021. «Quale che sia la vera ragione – si legge in un comunicato di Fim, Fiom e Uilm naionali – ci troviamo di fronte all’ennesimo rinvio, la cui responsabilità è totalmente in capo ad una classe politica scollegata dai reali bisogni delle persone».
La vicenda – lo ricordiamo- è quello dei lavoratori pistoiesi che sono rimasti esposti all’amianto durante la decoibentazione del tetto dello stabilimento di via Ciliegiole, avvenuto dal 1987 al 1990, mentre sotto si continuava a lavorare. La legge di bilancio del 2016 aveva aperto una “finestra” a disposizione di questi lavoratori per andare in pensione con i benefici pensionistici assicurati dalla legge 257 del 1992 ai lavoratori che hanno subito un contatto prolungato con la sostanza killer.
Della finestra in questione hanno approfittato circa 200 lavoratori ex Breda e Hitachi Rail a Pistoia. Ma le loro richieste, dopo aver avuto tutti i via libera da Inps e Inail, non hanno avuto seguito, per problemi di risorse economiche insufficienti, come ha sostenuto il Ministero del lavoro.
Ora Fim, Fiom e Uilm chiedono l’intervento della presidenza del consiglio e del Ministero dell’economia. E annunciano una prossima grande manifestazione nazionale a Roma, possibilmente davanti al Senato, «per chiedere l’intervento delle istituzioni al massimo livello possibile». «Sia chiaro a tutti: nessuna resa» concludono le confederazioni. —
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