Gioco
Accordo su Vicofaro: domani il giorno della firma
I migranti ospitati da don Biancalani saranno in gran parte redistribuiti in strutture della Diocesi sotto il controllo dell’Asl
PISTOIA
Domani sarà il giorno della verità. Quello in cui si delineerà il futuro dei circa duecento migranti al momento ospitati a Vicofaro da don Massimo Biancalani. Nel pomeriggio, infatti, sarà stilato un accordo – tra Regione, Diocesi di Pistoia, prefettura, Comune e Asl Toscana Centro – che consentirà di rendere l’accoglienza a Vicofaro sostenibile. Soprattutto al tempo dell’emergenza coronavirus.
Questo non vuol dire – secondo quanto si apprende – che tutti i giovani migranti dovranno abbandonare la parrocchia, ma ne resteranno soltanto alcuni, nel rispetto delle disposizioni anticontagio. Ma oltre a questa, ci sarà anche un’altra novità: elemento imprescindibile sarà infatti la supervisione dell’Asl, che, con il suo personale, sarà una presenza costante nell’affiancare i ragazzi di don Biancalani che resteranno lì. Tutti gli altri saranno redistribuiti in alcune strutture (pare siano cinque) messe a disposizione dalla Diocesi di Pistoia: tutte quante si trovano in provincia di Pistoia (ma nessuna è a Pistoia città).
Tutte le parti, in ogni caso, stanno lavorando a ritmi serrati per trovare una soluzione (che sia la più definitiva possibile) alla questione Vicofaro. Una situazione che si era creata molto prima del coronavirus. Quando i giovani migranti, fuoriusciti dai progetti di accoglienza, si sono ritrovati senza un tetto sulla testa e, non sapendo dove andare, hanno cominciato a riempire Vicofaro (tra cui anche il matroneo della chiesa). Un’esperienza che don Biancalani ha sempre difeso con le unghie e con i denti, ma che adesso una relazione dell’Asl Toscana Centro ha messo in discussione, spingendo a dover risolvere la questione. Perché al tempo del Covid-19, lo sappiamo bene, le disposizioni anticontagio devono essere rispettate rigorosamente per tutelare la salute pubblica. E questo vale anche per i migranti di Vicofaro. Dove – come messo in luce proprio dalla relazione dell’Azienda sanitaria – il numero di persone che vive in quei locali è di gran lunga superiore a quello consentito per garantire il corretto distanziamento. Don Biancalani, dal canto suo, si difende, sottolineando come ad oggi non si siano verificati casi di coronavirus tra i suoi ragazzi. Ma questa volta gli attori in gioco non si fermeranno fino a quando non sarà trovato un accordo definitivo. E la data è fissata proprio per la giornata di domani. Quando saranno palesate le modalità secondo le quali i migranti saranno redistribuiti (poche decine di ragazzi in ogni singola struttura) e pure le tempistiche in cui il progetto potrà realizzarsi.
Vicofaro (seppur con numeri molto ridotti) continuerà ad esistere e don Biancalani potrà continuare a mantenere i legami con i migranti che in questi anni ha accolto nella sua chiesa. Ma sarà l’Asl a gestire le strutture dove i giovani vivranno, nell’ottica di tutelare la salute pubblica. —
Martina Trivigno
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