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Oggi un vertice in Regione per le sedi dove ospitare i migranti accolti a Vicofaro

Martina Trivigno
Oggi un vertice in Regione per le sedi dove ospitare i migranti accolti a Vicofaro

Don Biancalani: «Vogliamo collaborare con le istituzioni, ma non siamo disposti ad accettare gestioni con scopo di lucro»

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PISTOIA

Mercoledì scorso, ore 19. Don Massimo Biancalani arriva in prefettura dove è in corso un incontro per definire il futuro di Vicofaro e dei circa duecento migranti che da tempo accoglie. E oggi ci sarà una seconda puntata, questa volta in Regione. Intorno a un tavolo, infatti, si siederanno il governatore della Toscana, Enrico Rossi, il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, il vescovo di Pistoia, monsignor Fausto Tardelli e il direttore dell’Asl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese. Ci sarà anche don Biancalani che, già mercoledì scorso, aveva avuto modo di dire la sua sull’ipotesi di accordo sulla base del quale i migranti di Vicofaro saranno ridistribuiti in una serie di strutture messe a disposizione dalla Curia, mentre la Regione interverrà con dei finanziamenti mirati. Anche perché – ed è emerso chiaramente nel corso dell’incontro di mercoledì – l’accoglienza a Vicofaro deve tornare a una condizione di sostenibilità. Soprattutto nel bel mezzo dell’emergenza sanitaria. Ma don Biancalani (che si è dimostrato subito molto collaborativo) non vuole che Vicofaro sia visto come un problema, bensì come una risorsa. «Non c’è stato alcun contagio da coronavirus fino a oggi – sottolinea il sacerdote – ma questo non è casuale. Se i risultati sono stati molto buoni è perché i controlli sui ragazzi ci sono. Loro, oltre tutto, vivono strutturalmente il distanziamento sociale dal momento che, purtroppo, hanno pochi contatti con l’esterno».

«Non voglio che passi l’idea che il problema coronavirus sia limitato soltanto a Vicofaro – sottolinea il sacerdote – Qui c’è il rischio di contagio così come può esserci in una scuola o in qualunque altro luogo in cui si concentrino gruppi di persone. Sono stato felice di aver incontrato il prefetto, che è stato molto cordiale, sensibile e giustamente preoccupato dalla situazione. Quello che ho spiegato è che, in linea di principio, sono più che contento se ai ragazzi venisse offerta una situazione migliorativa. L’operazione è importante, ma deve essere fatta con scrupolo e attenzione».

Una delle preoccupazioni del sacerdote di Vicofaro è la collocazione delle strutture messe a disposizione dalla Curia che non si troverebbero nel territorio comunale di Pistoia. «Voglio ricordare – sottolinea don Biancalani – che la maggior parte dei ragazzi prende il treno la mattina presto per poi tornare la sera molto tardi. Lavorano al Macrolotto di Prato e non hanno altro mezzo per spostarsi se non la bicicletta. Per questo è fondamentale che le nuove strutture siano vicino alla stazione ferroviaria».

Poi c’è l’altro aspetto, ancor più delicato: la gestione delle strutture che però, secondo quanto si apprende, sarà affidata all’Asl. «Vogliamo collaborare con le istituzioni – aggiunge – ma non siamo disposti ad accettare situazioni in cui non ci sia trasparenza. Dopo quanto abbiamo fatto, non siamo disposti ad accettare gestioni con scopo di lucro. L’importante è che venga fatto il bene dei ragazzi. Per questo vediamo le soluzioni che saranno prospettate anche domani (oggi per chi legge, nda). La politica affronti una volta per tutte il problema dei migranti fuoriusciti dai progetti d’accoglienza e che, dopo un periodo di tempo, si trovano per strada. Senza nulla, neppure un tetto sulla testa». Il sacerdote comunque non si ferma e dice che, finché potrà, continuerà a stare al fianco dei giovani migranti. «Ma anche la politica faccia la sua parte – conclude don Biancalani – Noi saremo al suo fianco per definire questa situazione. Chiediamo soltanto trasparenza nella gestione delle strutture e rispetto delle necessità dei ragazzi». –



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