Gioco
Braccio di ferro tra Regione e Comune sul futuro dei migranti ospitati a Vicofaro
Rossi vuole che Asl e sindaco trovino un accordo. Tomasi: no a soluzioni imposte. Oggi vertice chiave in prefettura
PISTOIA
Oggi in prefettura si terrà un incontro decisivo per il futuro dei circa 200 migranti accolti nei locali della parrocchia di Vicofaro da don Massimo Biancalani. Il prefetto Gerlando Iorio convocherà una riunione di lavoro con Asl e il Comune: obiettivo, trovare una soluzione alla situazione di rischio sanitario rappresentato dal gran numero di migranti accolti a Vicofaro, svuotando la parrocchia e ricollocando gli ospiti, possibilmente in piccoli gruppi. Ma il sindaco di Pistoia, in una nota, ha chiarito di non voler accettare «soluzioni calate dall’alto sulla testa dei cittadini» e anche di non voler spendere un euro di quelli destinati alla sicurezza sociale della città. Al contempo, Tomasi sostiene anche di non doversi occupare della eventuale ricollocazione dei migranti.
Ieri in Regione si è parlato della situazione della parrocchia pistoiese in un incontro che, oltre a Iorio e a Morello Marchese (direttore Asl) vedeva seduti al tavolo il presidente uscente della Regione Enrico Rossi e il suo capo di gabinetto Ledo Gori. L’intenzione di Rossi (ancora formalmente nel pieno dei suoi poteri) è di risolvere il problema Vicofaro prima di lasciare posto al suo successore Eugenio Giani. Per cui se dalla riunione di oggi non uscirà una soluzione, è possibile che il presidente proceda con una sua ordinanza.
In realtà la questione Vicofaro è tornata d’attualità dopo l’ultimo sopralluogo dell’Asl, il 4 settembre, che ha trovato una situazione di sovraffollamento e soprattutto di grande rischio dal punto di vista sanitario. Anche se a Vicofaro non si è finora mai verificato un caso di Covid, è innegabile che la presenza di tanti migranti in strutture inadeguate rappresenta un problema.
Il 14 la Asl ha scritto al parroco don Biancalani, al vescovo e al sindaco Alessandro Tomasi per sollecitare la «ricollocazione senza ritardo» degli ospiti. Tomasi ha subito sollecitato don Biancalani ad adeguarsi, assicurando che altrimenti il Comune avrebbe assunto «tutti gli atti necessari» a garantire il rispetto della nota Asl. Il parroco di Vicofaro ha replicato di essere pronto a discutere con chiunque della situazione della sua parrocchia, ma di non poter accettare «deportazioni»: il sacerdote, in altri termini, è deciso a non farsi imporre uno svuotamento della parrocchia dall’esterno.
In questa situazione, certo non semplice da gestire, sono arrivate le ultime iniziative di Enrico Rossi. Lunedì ha sondato la disponibilità dell’ex sede di psichiatria del Ceppo come centro di accoglienza. Il direttore Morello Marchese gli ha risposto che gli spazi sono in ristrutturazione; ma in Comune si stava già pensando ad un ricorso al Tar contro l’eventuale provvedimento del presidente. Di queste vicende ha scritto, sempre ieri, la “Repubblica”. E in seguito a quell’articolo, il sindaco Alessandro Tomasi ha diffuso una lunga nota, che inizia in modo perentorio. «A Rossi dico che il Comune non accetterà soluzioni calate dall'alto sulla testa dei cittadini e non è disposto a sottrarre nemmeno un euro dalle risorse destinate alle migliaia di persone, di tutte le origini, che ogni giorno sono seguite dai servizi sociali». Tomasi respinge le accuse di razzismo e descrive la situazione di emergenza a Vicofaro così come l’ha certificata l’Asl. «Lì – aggiunge – esiste un pericolo prima di tutto per le persone accolte, esiste una gestione che nel tempo ha prodotto ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti, compresi i residenti della zona, che devono essere, anche loro, tutelati. Chi nel tempo si è voltato dall'altra parte in nome di questo tipo di “accoglienza” è complice di una situazione ormai fuori controllo. Come sindaco non ho mai chiuso gli occhi, convinto che non ci debbano essere trattamenti diversi per nessuno».
Conclusione? «Il Comune partecipa al tavolo istituzionale della Prefettura insieme agli altri soggetti, dalla Asl alla Questura, e metterà in campo tutte le azioni che gli competono, sicuramente non quella della ricollocazione su cui non ha ruolo». —
fabio calamati
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