Il Tirreno

Pistoia

i nodi dell'accoglienza

Vicofaro, Rossi prepara un'ordinanza sulla ricollocazione ma Tomasi si ribella: "No a soluzioni calate dall'alto"

Vicofaro, Rossi prepara un'ordinanza sulla ricollocazione ma Tomasi si ribella: "No a soluzioni calate dall'alto"

"Nella parrocchia una pericolosa concentrazione di migranti che va eliminata: lo dice l'Asl e il Comune farà quello che deve. Ma la ricollocazione non è materia che ci riguarda"

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PISTOIA. Si profila all'orizzonte un duro scontro istituzionale tra il presidente uscente della Regione Enrico Rossi e il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi sulla situazione dei circa duecento migranti ospitati nella parrocchia di Vicofaro da don Massimo Biancalani.
La struttura è stata dichiarata sovraffollata e a rischio contagio dopo un sopralluogo dell'Asl avvenuto il 14 settembre scorso. Da lì le prescrizioni per don Biancalani e l'invito a trovare strutture adeguate nelle quali ospitare i migranti. Sia il Comune di Pistoia che la Regione Toscana tengono così gli occhi puntati sulla vicenda. In particolare, il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, precisa di aver sempre voluto tenere un profilo basso "per non prestare il fianco alle strumentalizzazioni" ma ora interviene a muso duro "dopo che Enrico Rossi - spiga il sindaco - ha annunciato di voler predisporre un'ordinanza (uno degli ultimi suoi atti da presidente della Regione Toscana) con la quale inviterà la Asl Toscana Centro, curia e Comune a trovare strutture adeguate per ospitare i migranti".

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"A Rossi dico - prosegue Tomasi - il Comune non accetterà soluzioni calate dall'alto sulla testa dei cittadini e non è disposto a sottrarre nemmeno un euro dalle risorse destinate alle migliaia di persone, di tutte le origini, che ogni giorno sono seguite dai servizi sociali". E aggiunge: "Ad oggi non sappiamo chi e quante persone sono accolte in quella parrocchia perchè non è stato mai fornito alcun registro o censimento.
Non conosciamo la loro situazione: sono richiedenti asilo, sono fuoriusciti dai Cas, sono irregolari, sono residenti in Comuni fuori da Pistoia? Sappiamo però che il vescovo lo scorso aprile ha annunciato l'avvio del trasferimento con un primo spostamento di 30 persone da Vicofaro a Spazzavento e che adesso i numeri (riportati dai media) sfiorano di nuovo quota 200, segno che le persone continuano ad arrivare a Vicofaro, chiaramente da fuori Pistoia, e che, evidentemente, dopo il trasferimento di 30 ragazzi, ne sono continuati ad arrivare altri".

 Nel ripercorre la vicenda il sindaco
di Pistoia sottolinea: "La Asl il 14 settembre scorso ha scritto al prefetto, al questore, al vescovo, al parroco di Vicofaro e a me per dire che a seguito del sopralluogo fatto il 4 settembre si 'rende necessaria la ricollocazione, senza ritardo, degli ospiti in strutture adeguate per capacita' ricettiva e caratteristiche igienico-sanitariè visto 'l'alto numero di persone in promiscuita" e 'la mancata consapevolezza del rischio sanitario' in periodo di emergenza Covid. Nella stessa nota - spiega ancora il sindaco - si legge: 'Restano altresi' impregiudicati gli aspetti relativi alla sicurezza di competenza dei Vigili del fuoco e alle difformità urbanistico edilizie".
Tomasi ricorda inoltre di essersi subito interessato alla vicenda e chiesto spiegazioni.

"E' molto comodo e facile strumentalizzare queste azioni da parte di chi cavalca un'immagine fin troppo abusata - prosegue il sindaco di Pistoia - quella di un sindaco di centrodestra che vuol colpire la realtà di Vicofaro. La verità è un'altra: lì esiste un pericolo prima di tutto per le persone accolte - lo dicono gli atti ufficiali -, esiste una gestione che nel tempo ha prodotto ciò che oggi è sotto gli occhi di tutti, compresi i residenti della zona, che devono essere, anche loro, tutelati.Chi nel tempo si è voltato dall'altra parte in nome di questo tipo di 'accoglienza' è complice di una situazione ormai fuori controllo. Come sindaco non ho mai chiuso gli occhi, convinto che non ci debbano essere trattamenti diversi per nessuno. Le regole valgono per tutti. Negli anni passati sono stati chiusi alcuni Centri di accoglienza a Pistoia, gestiti da Cooperative senza dubbio serie, perchè mancavano alcuni requisiti di legge.Non ho visto barricate per loro".

"Il Comune - conclude il sindaco - partecipa al tavolo istituzionale della Prefettura insieme agli altri soggetti, dalla Asl alla Questura, e metterà in campo tutte le azioni che gli competono, sicuramente non quella della ricollocazione su cui non ha ruolo".

 

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di Redazione web