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Pistoia

i nostri soldi 

In un anno i depositi nelle banche sono cresciuti di 160 milioni di euro

Marco Pagli

Secondo la fotografia scattata dall’Istat, sono diminuiti di quasi il 3 per cento i prestiti concessi a famiglie e imprese

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PISTOIA

Il tesoretto affidato alle casse delle banche in provincia di Pistoia cresce di oltre 160 milioni di euro in un anno. Tra il 2018 e il 2019, infatti, i depositi bancari sono aumentati da 3 miliardi e 370 milioni di euro a 4 miliardi e 134 milioni di euro. Un balzo in avanti deciso, che sembra non conoscere crisi. Allo stesso tempo, però, a diminuire sono i prestiti concessi dagli istituti di credito a famiglie e imprese. Pur restando superiori in termini assoluti ai depositi, a distanza di un anno si sono assottigliati di quasi 200 milioni di euro.

I dati Istat

La fotografia scattata dall'Istat partendo dai dati dello scorso anno conferma un andamento in atto ormai da diversi anni, e in particolar modo dallo scoppio della bolla finanziaria che ha condotto alla crisi economica del 2008. L'incertezza sul futuro, insomma, alimenta ulteriormente la propensione al risparmio degli italiani. E lo fa in condizioni economiche e occupazionali peggiori. Tutto ciò in attesa di capire quali saranno i reali effetti che l'emergenza sanitaria da Covid-19 provocherà nell'anno in corso.

Il trend

In termini percentuali i depositi aumentano di oltre il 4%, mentre i prestiti di quasi il 3%. Il trend è omogeneo in tutti i comuni della provincia per quello che riguarda la crescita dei depositi. Mentre due sole eccezioni si registrano per quello che attiene ai prestiti, che in due comuni aumentano rispetto all'anno precedente: Monsummano e Pieve a Nievole.

Il dettaglio

Ma vediamo la situazione nel dettaglio. Tanto per cominciare dal computo dell'Istituto nazionale di statistica sono stati esclusi i comuni più piccoli con meno di tre sportelli presenti sul proprio territorio: si tratta di Abetone Cutigliano, Montale, Sambuca, San Marcello Piteglio e Uzzano. I depositi e i prestiti effettuati nelle poche filiali decentrate di questi comuni rientrano in quelle conteggiate nelle filiali centrali dei comuni vicini più grandi. Detto questo, il comune capoluogo è quello che – come ovvio – fa registrare i maggiori flussi in entrata e in uscita dalle casse delle banche.

La classifica

A Pistoia si concentra il 42% della ricchezza risparmiata in provincia, 1 miliardo e 762 milioni di euro dei poco più di quattro miliardi di euro entrati nelle casse delle banche di tutta l'area. La crescita rispetto all'anno precedente è stata del 3,9%, che equivale a 66 milioni di euro. Sul fronte degli impieghi la dinamica è opposta: dai 2 miliardi e 267 milioni di euro “prestati” nel 2018 si è passati a 2 miliardi e 215 milioni di euro. A Montecatini il balzo in avanti del risparmio ammonta a poco più di undici milioni di euro e porta il monte dei depositi a quota 577 milioni di euro. Mentre i prestiti diminuiscono di ben 36 milioni di euro, con oltre il 4% di scostamento. Al terzo posto di questa classifica della ricchezza accumulata c'è Quarrata. Qui i 361 milioni di euro risparmiati nel 2018 sono diventati 379 l'anno successivo, con una crescita di 18 milioni di euro. Mentre gli impieghi hanno subito un taglio quasi doppio, passando da 454 a 423 milioni di euro. Anche a Pescia sono stati superati i 300 milioni di euro di risparmio nel 2019, 14 in più rispetto all'anno precedente. Mentre i prestiti verso famiglie e imprese hanno subito una diminuzione di dieci milioni. Qualcosa di molto simile a quanto avvenuto ad Agliana, dove l'anno scorso quello che entrato nelle casse delle banche ha superato quello che è uscito a differenza di quanto avvenuto nel 2018. Il trend si conferma in tutti gli altri comuni, dove gli importi depositati e prestati sono minori.

Le eccezioni

Come detto, le uniche eccezioni sono rappresentate da Monsummano Terme e Pieve a Nievole, dove gli impieghi sono cresciuti di oltre 35 milioni di euro nel primo caso e di appena 3 nel secondo. —



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