Gioco
Magni: gran lavoro per gli impianti «Sulla gestione, colpa del dirigente»
L’assessore allo sport, dopo il ritiro delle deleghe e i giorni di silenzio dice la sua e critica anche Tomasi: «Ha ceduto alle logiche politiche»
Lo sfogo
Apprezza le «doti umane» del sindaco Alessandro Tomasi, ma lo accusa di aver «ceduto alle logiche politiche del consenso, mentre con un’alzata di testa vigorosa avrebbe potuto difendere il lavoro fatto e dare un segnale di impulso per il futuro». Attacca chi «per appartenenza politica, mi ha riservato attacchi pesantissimi» salvo poi dire «che non ce l’aveva con me». O chi «prima va a chiedere il mio posto e poi decide di cambiare sponda politica con imbarazzante naturalezza» (il riferimento non espresso è a Iacopo Vespignani, ndr).
È generoso di stoccate l’ex assessore allo sport Gabriele Magni, nella lettera che ha diffuso ieri dicendo la sua (come aveva annunciato) sulla gestione dello sport a Pistoia negli anni della giunta Tomasi. Che rivendica la validità del lavoro svolto (ha firmato delibere per 4 milioni di ristrutturazioni), ma ci tiene a precisare di aver trovato un «degrado della Pistoia sportiva... indescrivibile» in termini di impianti non a norma. Di fronte a quella situazione «il gruppo di lavoro che si è andato a formare ha svolto un lavoro a dir poco epocale». «Abbiamo scelto il disagio delle chiusure oggi, per non avere più problemi domani». E comunque grazie a questo lavoro «tanti impianti ristrutturati e a norma saranno restituiti alla città pronti per cederli a gestioni di lungo corso temporale».
Magni distingue tra questi problemi e quelli della gestione e promozione sportiva, cioè i rapporti con le società e la gestione degli impianti. Qui, secondo Magni, stanno «i problemi veri». Dovuti a tre fattori: la mancanza di personale, il gran numero di impianti non a norma; e infine «gli inaccettabili ritardi nell’efficienza dell’ufficio che sono stati frutto dell’incomprensibile gestione da parte del dirigente, spesso impegnato in altro, che complicava ogni procedura cambiandola mille volte». Il nome del dirigente in questione, però, Magni non lo fa. L’ex assessore rivela di aver chiesto un cambio di rotta già prima dell’estate, ma di aver ottenuto solo «assicurazioni verbali a cui non sono seguiti i fatti».
La lettera di Gabriele Magni si chiude con ringraziamenti per tutti. «L’esperienza è stata di grande spessore e ritengo nel complesso positiva. Torno alla mia famiglia». —
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