La protesta
Marini, Fondazione disposta a prestare le opere
Arrivata la bozza di comodato gratuito. Il sindaco Tomasi: passo avanti verso la riapertura del Museo a gestione comunale
PISTOIA
Questa volta la Fondazione Marino Marini ha mantenuto la promessa. Nei giorni scorsi a Palazzo di Giano la bozza di comodato gratuito a favore del Comune per le opere del grande artista conservate a Palazzo del Tau. Atto che consentirebbe al Comune stesso di riaprire, gestendolo in prima persona, il museo di corso Silvano Fedi, chiuso da febbraio. La Fondazione ha così risposto alla richiesta del sindaco Alessandro Tomasi - contenuta nella lettera indirizzata al presidente Carlo Carnacini lo scorso luglio .
L’atto, arrivato negli scorsi giorni, è al vaglio degli uffici comunali per le eventuali integrazioni e per verificarne l’attuabilità prima della sottoscrizione.
«Si sta concretizzando, in sostanza – si legge in una nota stampa di Palazzo di Giano – quanto discusso nella riunione del consiglio di amministrazione della Fondazione dello scorso marzo (a pochi giorni dall’inizio dell’emergenza sanitaria), quando cioè, oltre ad avere la certezza che le opere non sarebbero state trasferite a Firenze, è emersa la possibilità che la gestione del museo – in capo alla Fondazione - potesse passare temporaneamente al Comune attraverso una concessione in comodato gratuito delle opere, di proprietà della Fondazione Marino Marini».
Con l’unico obiettivo di restituire ai visitatori la possibilità di ammirare, a Pistoia, le opere di Marino Marini, l’amministrazione comunale – davanti a questa ipotesi – si è subito detta disposta a fare la propria parte, facendosi carico anche dei relativi oneri che una gestione di questo tipo comporta.
«La Fondazione ha risposto alla nostra sollecitazione – spiega adesso il sindaco Tomasi, che – lo ricordiamo – è membro di diritto del consiglio della Fondazione – e in questi giorni i nostri uffici sono al lavoro per esaminare l’atto. Questo è sicuramente un passo in avanti nella vicenda del Marini ed è frutto di un lavoro che da mesi stiamo portando avanti con l’obiettivo di riaprire il museo. Chiaramente per arrivare ad una riapertura, l’amministrazione comunale dovrà impegnare delle risorse e, come abbiamo già detto e formalizzato anche in una lettera alla Fondazione, noi non ci tiriamo indietro. Siamo pronti a fare la nostra parte, come stiamo dimostrando. Auspichiamo, però, anche nell’aiuto di terzi, vista l’importanza che questo museo riveste per la nostra città».
«Il lavoro del Comune – conclude la nota stampa – non si ferma alla riapertura di ciò che già esisteva, anche se questo è l’obiettivo principale adesso. Prosegue infatti il lavoro anche in un’ottica ben più ampia, con la predisposizione di un progetto di valorizzazione dell’opera di Marini da realizzare nell’ambito dell’accordo tra Regione e Comune per il Piano strategico della cultura».
Ricordiamo che il museo è rimasto chiuso dopo che la Fondazione, apparentemente intenzionata a depotenziare il polo pistoiese dedicato a Marini in favore di quello fiorentino, ha licenziato il personale e interrotto i rapporti con la coop che si occupava della guardiania. —
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