Gioco
Nascosto nel box un fucile semiautomatico pronto a sparare: arrestato 43enne
L'arma era stata rubata a un collezionista di Agliana nel 2013
PISTOIA. L'arma era nascosta in mezzo ad attrezzi e materiale edile: un fucile semiautomatico con 9 colpi calibro 7,65, tenuto in perfetto ordine e pronto a sparare.I carabinieri l'hanno trovato dentro una borsa di plastica durante una perquisizione mirata, in un box a Spazzavento, venerdì 11 settembre. Un'arma micidiale, sia per la potenza di fuoco che per le ridotte dimensioni, ideale per essere utilizzata in rapine o altri fatti di sangue.
Le chiavi del box erano nell'abitazione pistoiese di un 43enne di origine napoletana, con numerosi precedenti per rapina. L'uomo è stato arrestato dai carabinieri per detenzione illegale di arma e ricettazione (il fucile era stato rubato a un collezionista nel 2013 ad Agliana) e ora si trova agli arresti domiciliari. L'operazione è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il comandante della Compagnia di Pistoia Steven Noccioletti e il comandante della stazione di Montale, Massimiliano Moncini.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.39297992:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39297992:1652791088/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Le indagini dei carabinieri della compagnia di Pistoia e della stazione di Montale erano partite da uno spunto investigativo raccolto proprio a Montale, mettendo insieme una serie di informazioni raccolte nel corso dei servizi. Emergeva un intreccio di relazioni tra soggetti con gravi precedenti penali, in particolare i carabinieri hanno raccolto elementi che facevano ipotizzare come alcune persone, tra cui il 43enne poi arrestato, fossero in possesso di materiali illeciti, nascosti in garage o box spesso non riconducibili direttamente a loro.
E' nata così l'operazione che all'alba di venerdì 11 ha portato i carabinieri a svolgere alcune perquisizioni. Una di queste era mirata all'abitazione dell'uomo di origini napoletane. I carabinieri sapevano bene che utilizzava spesso un box a Spazzavento, quindi distante da casa sua. E infatti alla fine saltavano fuori le chiavi del box. Di qui la nuova perquisizione e l'individuazione dell'arma, una Jager Ap 74 con un caricatore a 9 colpi calibro 7,65 pronto per sparare.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.39297897:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.39297897:1652791089/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ora le indagini proseguono, da un lato per far luce sui contatti del 43enne. Dall'altra per ricostruire le vicende del fucile semiautomatico, dal furto del 2013 ad oggi. Se ne occuperanno i carabinieri del Ris, che metteranno a confronto i proiettili sparati dall'arma con quelli schedati nelle banche dati europee, cercheranno impronte digitali e tracce organiche che possano portare a identificare i precedenti possessori dell'arma.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
