Gioco
Fanghiglia nel Limentra Legambiente attacca
L’associazione pistoiese ha presentato un esposto «Lo svuotamento doveva durare 20 giorni, non 10»
PISTOIA
Legambiente Pistoia ha depositato alla Procura della Repubblica un esposto contro ignoti per i danni all’ambiente seguiti allo svuotamento della diga di Pavana, un appalto vinto da Enel Green Power. Dell’atto si è occupata la legale Tamara Carrozza.
Il bacino artificiale è collegato al torrente Limentra, che è anche suo emissario. L’invaso si trova in parte in territorio toscano e in parte in quello emiliano. Dopo lo svuotamento, avvenuto a partire dal 15 luglio, è avvenuta la morte della maggior parte dei pesci del bacino, per la melma che si è staccata dal fondo.
La stessa melma che ha poi invaso buona parte dello stesso torrente Limentra e in parte del fiume Reno dove il torrente confluisce. Un evento di grandi proporzioni, quindi, che ha coinvolto due regioni: la Toscana e l'Emilia Romagna, che ha tenuto banco sui media per giorni.
Legambiente Pistoia aveva compiuto un accesso agli atti per verificare che il protocollo delle operazioni di svuotameno della diga rispettasse le prescrizioni imposte dalla conferenza dei servizi. Finalmente, anche se con difficoltà, i documenti sono arrivati. Le prescrizioni erano chiare. «Se in qualunque momento – spiega il presidente di Legambiente Antonio Sessa – si fossero presentati problemi di inquinamento causa lo sversamento dell'acqua nel fiume, questo sarebbe dovuto essere subito interrotto e la diga nuovamente riempita con l'acqua pulita proveniente da Molino del Pallone ».
Era stato anche dichiarato che l'operazione sarebbe durata venti giorni, prevedendo «misure di tutela della fauna ittica presente nell’invaso e nella porzione di torrente a valle del medesimo mediante apertura graduale degli scarichi volta a ridurre la movimentazione dei sedimenti presenti e della torbidità dell’acqua».
Invece, sottolinea il presidente di Legambiente Pistoia, «l'intervento si sarebbe concluso dopo soli dieci giorni dall’avvio». Insomma, potrebbero esserci stati dei comportamenti in violazione del protocollo. Da qui l'esposto alla procura, che non formula ipotesi di reato ma chiede di verificare attentamente l’accaduto. «Si tratta di una gara d' appalto importante che durerà cinque anni. Se queste sono le premesse – conclude Sessa – c'è da essere preoccupati». Ad oggi i lavori sono fermi. —
daniele rovai
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
