Gioco
Terzo settore, un ente su quattro costretto a chiudere i battenti
A Pistoia situazione più pesante che a livello regionale dove la media è del 14,2% Secondo una ricerca di Sociometrica, il 76,8% ha ridotto o sospeso l’attività
PISTOIA
Chiuso un ente su 4. Le conseguenze della pandemia e del lockdown si fanno sentire pesantemente sulle realtà del terzo settore di Pistoia. In generale il 76,8% ha ridotto o sospeso l’attività e comunque ha registrato un impatto negativo. In tanti però hanno dovuto fermarsi definitivamente: il 25% contro una media toscana del 14,2%. È il quadro che emerge dall’indagine condotta da Sociometrica per conto di Cesvot, dedicata a valutare l’impatto dell’epidemia sugli enti del Terzo settore in Toscana. Onlus, associazioni di volontariato e cooperative sociali, quasi tutte hanno sofferto soprattutto per la mancanza di risorse economiche. Ben il 21,6% si è dichiarato in gravissime difficoltà, con una perdita ingente di liquidità necessaria al proprio sostentamento. Da una parte per l’impossibilità di reperire fondi destinati a far funzionare l’attività quotidiana, anche attraverso eventi e iniziative pubbliche, e dall’altra anche per i nuovi costi legati all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale che devono essere garantiti agli operatori. Numeri sempre preoccupanti su un fronte cruciale per le associazioni: i volontari, il motore che muove il terzo settore. Solo il 24,5% degli enti non ha riscontrato difficoltà nel reclutarli, ma soprattutto nel farli lavorare in condizioni di sicurezza. Nonostante questo quadro che fotografa una situazione difficile, l’indagine ha messo in evidenza anche la grande capacità di reazione delle associazioni, che sono totalmente determinate a continuare le attività, nonostante la crisi. La stragrande maggioranza, quasi l’85%, ha fiducia nel futuro.
«Sono convinto – dice Federico Gelli, presidente di Cesvot – che ci sia spazio per riconsiderare molti aspetti della vita collettiva, dalla riorganizzazione dei servizi socio sanitari e di assistenza, all’utilizzo delle nuove tecnologie. La politica non potrà rispondere a questa esigenza senza un’alleanza con gli enti del terzo settore. Consegniamo alla nuova classe dirigente di questa Regione tutti gli strumenti necessari perché ciò avvenga: in ultima la neonata legge regionale sul Terzo Settore che sancisce e legittima il ruolo degli ets nei percorsi di co-programmazione e co-progettazione con le amministrazioni pubbliche. Da qui dobbiamo ripartire».
Anche Antonio Preiti, direttore di Sociometrica, spiega: «Con questa indagine abbiamo scoperto che il terzo settore è stato colpito al cuore. La resilienza dei volontari è però più forte delle conseguenze dell’epidemia».
Gianluca Mengozzi, portavoce del Forum Regionale Terzo Settore, aggiunge: «Il danno che il virus sta producendo alle attività del Terzo Settore toscano è molto grave e non si è esaurito con la fine del lockdown. Non possiamo dare per scontato che quando tutto questo finirà ritroveremo intatta la grande ricchezza di associazioni e cooperative: per questo è importante che le istituzioni si prendano cura dell’insostituibile risorsa costituita dal Terzo Settore». –
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