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Pistoia

la figlia del giudice 

«Noi allontanati dalla piazza per la maglietta di Open Arms»

p. n.
«Noi allontanati dalla piazza per la maglietta di Open Arms»

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«Siamo stati allontanati dalla piazza per “colpa” di una maglietta». La denuncia arriva da Ludovica Amato, 20 anni, figlia del giudice Fabrizio Amato, ex presidente del Tribunale. «Eravamo venuti, io e il mio fidanzato (Isacco Rafanelli, 24 anni, ndr) per sentire il comizio di Salvini – racconta Ludovica – e ci eravamo sistemati proprio sotto il Tribunale quando si sono avvicinati tre finanzieri in borghese che hanno tirato fuori il tesserino e ci hanno chiesto i documenti. Noi abbiamo chiesto se ci fosse qualcosa che non andava e ci hanno risposto che erano controlli di routine».

Ma di routine c’era ben poco. Ad attirare l’attenzione dei tre militari era stata la maglietta di Isacco con la scritta “Open Arms”, l’organizzazione non governativa catalana che soccorre i migranti in mare, certo non al primo posto tra le simpatie di Matteo Salvini.

«E infatti subito dopo ci hanno fatto uscire dalla piazza e ci hanno detto che saremmo potuti rientrare solo se accompagnati da un agente – dice Ludovica Amato – Poi è arrivata un’altra persona e ha detto che in piazza non ci potevamo proprio stare. Così ci siamo messi accanto ai ragazzi che contestavano il comizio fuori dalle transenne. Noi però non eravamo venuti per contestare, ma solo per ascoltare, anche se certo non siamo sostenitori di Salvini. La politica e la democrazia è fatta anche di questo, l’ascolto delle ragioni dell’altro. Per questo non ci è sembrato giusto che ci abbiano allontanati». Probabilmente Ludovica e Isacco sono stati vittime di tre finanzieri un po’troppo zelanti, perché i contestatori veri e propri non sono stati allontanati: alcuni sono stati confinati dietro le transenne davanti al Bar Michi, altri erano dentro le transenne, guardati a vista dalle forze dell’ordine. Eloquenti i cartelli mostrati dai manifestanti: “Il problema non sono i porti aperti ma i cervelli chiusi”. E ancora: “Il vostro odio è una palla al piede”. Lui, Salvini, non si è scomposto. Dopo aver chiuso il comizio col rituale «C’è qualcuno che vuole farsi una foto? », li ha irrisi dal palco: «Se fate i bravi la faccio anche con voi». – p. n.

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