Il Tirreno

Pistoia

il mondo della scuola 

Insegnanti precari in piazza contestano le modalità di assegnazione delle cattedre

Martina Trivigno

«Pistoia è una delle poche province che ha scelto il sistema della delega, ma noi vogliamo le convocazioni in presenza» 

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

La rabbia, la delusione, il timore di vedere gli sforzi e i sacrifici di una vita vanificati. «Ci sentiamo soltanto numeri e punteggi», spiegano i docenti precari della provincia di Pistoia che, ieri mattina, si sono dati appuntamento davanti alla sede dell’Ufficio scolastico provinciale, in via Mabellini. Per protestare e far sentire il loro malcontento (e pure l’indignazione) verso il nuovo criterio di assegnazione delle cattedre che, in provincia di Pistoia, sarà “per delega” . «Nella tarda serata di lunedì scorso – spiega l’insegnante Elettra Capecchi – siamo venuti a conoscenza della nuova modalità di reclutamento dei docenti: dobbiamo compilare un format, indicando, come preferenze, le quattro scuole in cui vorremmo lavorare, delegando di fatto l’Ufficio scolastico provinciale a scegliere per noi. L’assegnazione delle cattedre non avverrà, come negli anni passati, in presenza, e neppure online, come per la maggior parte delle province italiane. E, per presentare la domanda, abbiamo tempo fino a domani sera (stasera per chi legge, nda)».

«Le convocazioni non in presenza sono illegittime – precisa Grazia Mannino, insegnante precaria da circa sei anni – e le graduatorie sono piene di errori. Mancano pochi giorni, ormai, al rientro dei nostri studenti sui banchi di scuola. Lunedì prossimo le cattedre saranno senz’altro piene, ma il rischio ricorsi è tangibile. Vogliamo delle risposte».

Antonio Riccio, al suo quinto anno da precario, è stanco e arrabbiato. «Desidero soltanto chiarezza e trasparenza – sottolinea – perché da quelle graduatorie dipende la vita delle persone. Abbiamo saputo che le nomine avverranno tramite delega, non in presenza. Il clima è teso anche perché, a pochi giorni dall’inizio della scuola, certezze non ne abbiamo».

E grossi dubbi ci sono anche sul sostegno. «Non viene garantito nessun principio d’inclusione e continuità didattica – aggiungono i docenti presenti alla manifestazione – È richiesto, infatti, il requisito di tre anni, senza tenere conto di quanto sia dannoso cambiare docenti per quegli alunni che abbiano bisogno del sostegno».

Ieri mattina, una delegazione di insegnanti è stata accolta dalla dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Pistoia, Susanna Pizzuti.

«Siamo stati ricevuti, è vero – commenta Monica Cedrola, presidente del comitato nazionale docenti precari – ma l’Ufficio si è nascosto dietro alle difficoltà legate all’emergenza sanitaria. Un dato è certo: le graduatorie sono falsate e devono essere revisionate. Se la tempistica non lo consente, visto che siamo a ridosso del suono della prima campanella, l’unica soluzione è quella di ricorrere all’assegnazione delle cattedre in presenza. Soltanto così i docenti potranno intervenire, qualora qualcosa non torni».

Loro, d’altronde, lo dicono a chiare lettere: non si ritengono soddisfatti. E stamani scenderanno di nuovo in piazza. Questa volta con un flash mob davanti alla prefettura. –



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web