Toscana
Sgominata la “banda del bancomat” Volevano far saltare quello di S. Marcello
pistoia
Sono iniziate a Pistoia nel mese di gennaio le indagini che giovedì hanno portato all’arresto dei sette componenti di una banda specializzata negli assalti esplosivi ai bancomat, sgominata da polizia e carabinieri con l'operazione “Metodo Giulietta”, così chiamata per il modello di auto utilizzata per i furti. Il sistema per fare saltare in aria gli sportelli era quello della “marmotta”, un parallelepipedo metallico riempito di esplosivo e infilato nelle fessure del bancomat. Al gruppo sono attribuiti tre assalti: uno andato a segno lo scorso 22 agosto in un'agenzia Banca di Imola nel Bolognese (bottino sui 10mila euro) e due tentati fra luglio e agosto alla Emil Banca di Monzuno (Bologna) e alla Ubi Banca di Lunano (Pesaro Urbino).
Le indagini, come detto, sono iniziate il 19 gennaio a Pistoia, quando una volante della polizia intercettò una Giulietta appena rubata. Il conducente perse il controllo in via Adua e i tre occupanti dell’auto riuscirono a fuggire. Dalle indagini, cui hanno collaborato la Questura di Pistoia e i carabinieri del comando provincia, sono emersi sopralluoghi per furti da effettuare nel Bellunese e nel Padovano e, in un'agenda, appunti su obiettivi in Francia e in Spagna. Oltre all'utilizzo dello stesso modello di auto e all'assenza di basi operative stabili, la banda si caratterizzava per il suo carattere fluido e la capacità di rimodulare i partecipanti, in funzione di esigenze operative o per dissidi interni. Carmelo Galeandro, 47 anni, tarantino che vive a Bologna, ritenuto il capo e si faceva aiutare dal fratello minore Luca, 44 anni. Antonio De Bortoli, 71enne del Varesotto residente nel Bolognese, secondo gli investigatori svolgeva il ruolo di staffetta e supporto. Gli altri arrestati sono Massimiliano Franzoni, 49 anni, di Bologna, che si occupava di trasportare il materiale; Giovanni Stasi, 30 anni, di Brindisi, incaricato dei sopralluoghi e poi allontanato dal gruppo a causa di scontri con il capo; Luigi Grasso, 46 anni di Catania, gi latitante perch sfuggito a un'altra misura restrittiva emessa nei suoi confronti per una rapina in banca del 2017; Gabriele Brandoli, 46 anni, bolognese, che avrebbe partecipato a un solo episodio.
Una delle marmotte, trovata nella casa di Tol sull'Appennino bolognese in uso a De Bortoli, era già piena di esplosivo e pronta all'uso, tanto che prima di sequestrarla stato necessario l'intervento degli artificieri per metterla in sicurezza. L'ipotesi che la banda stesse per tentare un nuovo colpo.
In realtà è più di un’ipotesi. Negli ultimi giorni i componenti della banda, già da tempo tenuti sotto controllo grazie alle intercettazioni ambientali e telefoniche e ai gps, avevano individuato un bancomat nel comune di San Marcello Piteglio e più volte ci hanno provato, ma in tutte le occasioni si sono imbattuti in una pattuglia dei carabinieri. Incontri non casuali: in attesa che il gip firmasse le ordinanze di custodia si è voluto evitare che facessero il quarto colpo della serie. —
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